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Wall Street chiude con il segno meno, lo S&P scende sotto quota 1.400

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Le minori possibilità di un terzo round di quantitative easing e le tensioni in arrivo dall’Europa spingono al ribasso i listini statunitensi. In particolare evidenza il rosso di 2 punti percentuali messo a segno dai titoli legati alle risorse di base, penalizzati dal rafforzamento del dollaro e dal conseguente ritracciamento delle materie prime. Due velocità per gli aggiornamenti macroeconomici. La stima Adp, l’antipasto in vista dei dati ufficiali in calendario per venerdì, ha rilevato una crescita delle buste paga nel settore privato statunitense di 209 mila unità (consenso +206 mila) mentre l’Ism relativo il settore servizi è passato da 57,3 a 56 punti (attese a 56,7). Il Dow Jones ha così chiuso in calo dello 0,95% a 13.074,75 punti, -1,02% dello S&P che scende sotto la soglia psicologica dei 1.400 punti terminando a 1.398,96 e -1,46% del Nasdaq a 3.068,09. Nel corso della seduta il Presidente Obama ha firmato lo Stock Act, la legge che vieterà al Presidente, al Vice-Presidente, ai membri del Congresso, ai lavoratori del ramo esecutivo del Governo a stelle e strisce ed ai loro familiari di comprare e vendere azioni in Borsa.

Nel comparto finanziario due velocità per Jp Morgan (-2,22%), che secondo quanto riportato dal Financial Times dovrà sborsare 20 milioni di dollari per chiudere la causa legata al crack Lehman Brothers, e AIG (+5,34%), promossa da Bernstein a “outperform”. Sempre per quanto riguarda i giudizi, -1,1% per General Electric, su cui Moody’s ha tagliato il merito di credito ad “Aa3” dal precedente “Aa2” (outlook stabile). Tra le altre storie del giorno +0,59% per Yahoo! che ha annunciato che taglierà la forza lavoro di circa 2 mila unità, e crollo verticale per SanDisk (-11,07%) che ha rivisto al ribasso la stima sulle vendite del trimestre al 1° aprile da 1,3-1,35 di a 1,2 miliardi di dollari.