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Wall Street cede alle vendite

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Le incertezze legate al downgrade del merito di credito portoghese appesantiscono gli indici statunitensi, che dopo due sedute con il segno più chiudono in territorio negativo: il Dow ha ceduto lo 0,48% a 10.836,15 punti, -0,55% per lo S&P a 1.167,72 e -0,68% del Nasdaq a 2.398,76. Per quanto riguarda gli aggiornamenti macro, crescita di mezzo punto percentuale per gli ordini di beni durevoli a febbraio, contro il +0,9% atteso, e dato di gennaio rivisto dal 2,6 al 3,9%. Dal fronte immobiliare, vendite di nuove case a 308 mila e nuove richieste di mutui in calo del 4,2% la scorsa settimana. Finanziari deboli nel giorno in cui il n.1 della commissione bancaria al Senato Chris Dodd, ha annunciato che i provvedimenti per la riforma del settore saranno approvati prima del previsto. Si è mossa in territorio positivo Bank of America, che si è portata a casa il 2,57% nel giorno in cui sono state presentate le strategie di espansione in Asia; segno più anche per Citigroup e Jp Morgan, che hanno registrato rialzi dello 0,48 e dello 0,81 per cento. Parità per ConocoPhillips (+0,04%), che ha annunciato un piano di buy-back da 5 mld e la riduzione della partecipazione in Lukoil, e +0,65% per il colosso General Electric, dopo che Bernstein ha confermato la valutazione “outperform” e alzato il tp a 20 $. +3,66% per Adobe, che nel primo trimestre 2010 ha registrato un utile per azione al netto di voci straordinarie pari a 40 centesimi, contro i 37 attesi dal mercato, e un incremento del giro d’affari del 9%. Sempre per quanto riguarda i dati trimestrali, +15% per i profitti di General Mills (-1,89%) a 332,5 milioni, con l’eps a 96c, contro i 93c attesi; rosso di 4c invece per Lennar (+3,69%), in calo rispetto ai -98c di dodici mesi prima (-34c le attese).