Wall Street azzera i guadagni 2014. Rischi su economia allontanano rialzo tassi, Treasury sotto il 2%

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 15/10/2014 - 16:21
Si addensano nubi anche sulla congiuntura statunitense che rischia di pagare la debolezza del contesto economico globale. Oggi si sono susseguiti una serie di dati macro sotto le attese che hanno alimentato i timori di un rallentamento anche per l'economia statunitense. Evidenze che vanno a indebolire l'opzione di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve

Congiuntura Usa mostra segni di cedimento 
A far scattare l'allarme oltreoceano sono stati i deboli dati economici diffusi oggi. A settembre i prezzi alla produzione statunitensi hanno segnato la prima contrazione da oltre un anno. Peggiori delle attese le vendite al dettaglio di settembre (-0,3% m/m, consensus era -0,1%) e l'indice Empire State Manufacturing sceso a ottobre a 6,1 punti dai 27,54 precedenti. 

S&P 500 giù dell'8% rispetto a massimi storici toccati un mese fa
Ultimi sviluppi che si fanno sentire sull'umore degli investitori con Wall Street in affanno e un ritorno di fiamma verso i Treasury, con il rendimento del bond decennale statunitense sceso ai minimi dal maggio 2013, ossia da quanto la Fed per la prima volta aprì all'avvio del tapering. 
L'indice S&P 500 in avvio di seduta oggi è arrivato a cedere un punto e mezzo percentuale toccando i minimi da aprile. Dai massimi storici toccati il 18 settembre l'indice guida statunitense ha lasciato sul terreno oltre l'8%. 

Treasury sotto il 2% e dollaro in ritirata 
Sull'obbligazionario il Treasury decennale non scendeva sotto la soglia del 2%  del giugno  2013. I deboli dati arrivati da oltreoceano hanno di fatto raffreddato l'ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Fed con conseguente discesa del dollaro sui mercati valutari. Il cross euro/dollaro è risalito velocemente in area 1,28. 
Settimana scorsa le minute della riunione di settembre della Federal Reserve avevano evidenziato un crescente timore per le possibili ripercussioni sugli Usa del rallentamento della crescita globale. Inoltre il dollaro forte (+8% sull'euro nel terzo trimestre) potrebbe avere a sua volta effetti negativi sull'economia degli Stati Uniti.

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