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Wall Street, Albert Edwards a Barron’s: in arrivo nuova “Era glaciale”, S&P peggio che nel 2009

“Nella prossima recessione, i rendimenti dei bond Usa (Treasuries) diventeranno negativi e convergeranno con quelli di Germania e Giappone”.

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Torna a parlare in un’intervista a Barron’s Albert Edwards, strategist globale di Société Générale. Edwards parla di outlook dei mercati, in particolare di Wall Street, e lo scenario che presenta conferma le sue view ribassiste sull’azionario. Le previsioni parlano infatti dell’avvento di una nuova Era Glaciale finanziaria, che nessuna eventuale operazione di Quantitative easing riuscirà a evitare.

“Il Quantitative easing ha gonfiato tutti i prezzi degli asset al di là del loro valore fondamentale e rispetto al valore che avrebbero dovuto avere”, ha detto lo strategist, che fa notare un particolare non proprio irrilevante.

“I minimi dei rendimenti dei bond non sono stati ancora toccati”, dice. Ma “nella prossima recessione, i rendimenti dei bond Usa (Treasuries) diventeranno negativi e convergeranno con quelli di Germania e Giappone”.

Edwards ricorda che “nel marzo del 2009, il rapporto prezzo/utili forward (dello S&P 500) testò il minimo, in un contesto in cui anche gli utili aziendali toccarono il fondo, a 10,5 volte circa, valore che fu inferiore rispetto a quello della recessione precedente”.

Guardando all’impatto che la prossima recessione potrebbe avere sui mercati, lo strategist ha detto di ritenere che “lo S&P 500 potrebbe scendere anche al di sotto del minimo del precedente crash (della crisi finanziaria del 2008-2009), ovvero sotto la soglia di 666 punti, rispetto ai 2.671 punti di giovedì pomeriggio.

E “se la recessione farà il suo corso, una politica monetaria accomodante non impedirà ai mercati di collassare”.

Riguardo alle borse che faranno peggio, alla domanda se, “in occasione del prossimo mercato orso, gli Stati Uniti faranno peggio rispetto al Giappone e all’Europa”, Edwards ha risposto che, “di solito, quando l’azionario Usa scivola del 20%, l’indice tedesco Dax, nonostante sia più conveniente, tende a scendere un po’ di più”.

Ma “forse stavolta non accadrà – continua – il Giappone è un mercato che al momento apprezziamo nel lungo termine”.

Sul perchè della view particolarmente negativa su Wall Street, Edwards spiega che una delle ragioni dell’outlook risiede nella “crescita del debito corporate negli ultimi anni”.

“La grande bolla è il debito corporate Usa”, sottolinea.  Nel caso del Giappone, invece, “il debito corporate sta collassando, e più della metà delle aziende giapponesi ha più cash che debiti”.

Il consiglio agli investitori è di “guardare ai Treasuries Usa come a un asset rifugio nel corso dei prossimi 6-12-18 mesi”. Poi, “sperando che sia così, se l’azionario diventerà conveniente in modo sufficiente, allora ci sarà una vera opportunità. Ma prima di cogliere queste opportunità sarà necessario posizionarsi sul cash”.

Albert Edwards è già conosciuto per aver coniato l’espressione – e la tesi – di Era Glaciale finanziaria, 15 anni fa circa, e per aver definito gli stimoli monetari straordinari delle banche centrali insostenibili, e responsabili di uno schema di Ponzi sul credito”.

Strategist presso Société Générale, Edwards è considerato estremamente ribassista sull’azionario: d’altronde, il suo rating è underweight sull’azionario (considerando il suo portafoglio modello) dalla fine del 1996, a fronte di una view positiva sui bond governativi.

Per Era Glaciale, l’analista intende quella situazione in cui l’azionario tende a replicare l’esperienza del Giappone degli anni 90 e, in generale, un periodo di bassa inflazione che rasenta la deflazione e in cui si ricorre a un forte deleveraging.