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Volkswagen chiude III trimestre in rosso per la prima volta da 15 anni, effetto Dieselgate

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Terzo trimestre in rosso per Volkswagen a causa dei costi legati allo scandalo sulle emissioni dei motori diesel, scoppiato a settembre. L’impatto negativo del cosiddetto Dieselgate sui conti delle casa automobilistica tedesca impatterà i conti dell’intero 2015 “in maniera significativa”, ha avvertito il gruppo di Wolfsburg. Tuttavia, l’azione balza in avanti sulla Borsa di Francoforte, confortata dalle parole rassicuranti del management.
Utili affossati dal Dieselgate
Nel periodo luglio-settembre Volkswagen ha riportato una perdita netta di 1,67 miliardi di euro, contro l’utile di quasi 3 miliardi del corrispondente periodo del 2014. In rosso anche il risultato operativo che si è attestato a -3,48 miliardi, sotto le stime degli analisti (consensus Bloomberg) ferme a un -3,27 miliardi. Si tratta del primo trimestre in rosso da almeno quindici anni. A pesare sul risultato sono stati costi straordinari per 6,7 miliardi di euro. 
L’effetto Dieselgate si vedrà anche sui numeri di bilancio. Per l’intero 2015, Volkswagen prevede infatti “un significativo calo dell’utile operativo” rispetto all’anno prima a causa di oneri relativi alle irregolarità nel software utilizzato per alcuni motori diesel. 
Confortano previsioni vendite e parole management
Nonostante numeri deboli, il titolo Volkswagen accelera questa mattina sulla Borsa di Francoforte fino a mostrare un rialzo di 4 punti percentuali. A confortare sono le previsioni sulle vendite, che dovrebbero rimanere in linea con i livelli record del 2014, generando un aumento dei ricavi del 4%. Bisognerà aspettare il mese prossimo per valutare l’impatto del Dieselgate sulle vendite di Volkswagen (che a settembre ha perso il primato sulle vendite a livello mondiale a vantaggio di Toyota). Intanto però il direttore finanziario, Frank Witter, rassicura: “Il gruppo Volkswagen ha risorse liquide solide e robuste. Questo ci aiuterà a gestire la difficile situazione causata dall’impatto finanziario della questione diesel”.