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Volkswagen: ceo Winterkorn si dimette in scia a scandalo emissioni diesel

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Erano nell’aria e sono arrivate. Lo scandalo dei motori diesel “truccati” ha spinto il ceo di Volkswagen, Martin Winterkorn, a rassegnare le dimissioni. “Sono scioccato dagli eventi degli ultimi giorni. Soprattutto, sono allibito che una cattiva condotta di tali dimensioni sia stata possibile nel gruppo Volkswagen”, recita la nota del ceo uscente del gruppo di Wolfsburg. 
Ancora nessuna indicazione sul suo successore. Tra i candidati più attendibili spicca Matthias Mueller, l’attuale amministratore delegato di Porsche, società che possiede il 50,7% dei diritti di voto di VW. 
Winterkorn: con dimissioni apro strada a nuovo inizio 
“In qualità di ceo mi assumo la responsabilità per le irregolarità che sono state trovate nei motori diesel – prosegue la nota di Winterkorn – e quindi ho chiesto il Consiglio di Sorveglianza di concordare nel terminare la mia funzione di ceo del Gruppo Volkswagen. Sto facendo questo nell’interesse della società”. 
“Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio, anche in termini di personale e con le mie dimissioni sto aprendo la strada per questo nuovo inizio”, ha sottolineato Winterkorn. “Il processo di chiarificazione e trasparenza deve continuare. Questo è l’unico modo per riconquistare la fiducia. Sono convinto che il gruppo Volkswagen e la sua squadra supereranno questa grave crisi”, conclude la nota del ceo del secondo produttore d’auto al mondo. 
Era al timore del gruppo dal 2007 
Winterkorn, al timone del gruppo dal 2007, in questi anni ha contribuito al vigoroso sviluppo del gruppo tedesco divenuto leader globale con circa 600.000 dipendenti comprendente 12 marchi e che ha aumentato il numero di stabilimenti in tutto il mondo per più di 100 crescendo notevolmente soprattutto in Cina e Stati Uniti.
Volkswagen ieri ha lanciato un allarme utili accantonando 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre dell’anno per coprire i costi da affrontare per le irregolarità nei motori diesel installati in 11 milioni di veicoli in tutto il mondo. Il gruppo ha avvertito che somma potrebbe salire dicendo che le auto diesel coinvolte ed equipaggiate con motori diesel EA 189 hanno mostrato una “deviazione notevole” a livelli di emissione tra sperimentazione e l’uso su strada. Venerdì scorso l’Epa (agenzia per la protezione ambientale statunitense) ha aperto un’inchiesta contro Volkswagen che potrebbe portare a una maxi-multa da 18 miliardi di dollari con anche possibili implicazioni penali per la casa di Wolfsburg. Lo scandalo è destinato ad avere ripercussioni mondiali visto che oltre 10 milioni dei modelli coinvolti è stato venduto fuori dagli Stati Uniti.