La volatilità domina sulle Piazze europee

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Per scongiurare il fallimento di due colossi finanziari in una sola settimana, la Federal Reserve corre ai ripari e salva a sorpresa il gigante assicurativo statunitense American International Group (Aig). Una mossa che ha favorito Wall Street, che ha terminato gli scambi con il Dow Jones in crescita dell’1,30% e il Nasdaq a +1,02%, e in un primo momento, il rimbalzo in avvio di contrattazioni dei mercati europei. Ma l’ottimismo è durato poco. Dopo un’apertura con il segno più la volatilità è tornata a dominare nelle Piazze d’Europa. In questo momento, Il Cac40 cede circa lo 0,32%, mentre l’inglese Ftse è in contrazione dello 0,71%. Semaforo rosso anche per il Dax che a Francoforte indietreggia dello 0,22%

 

Dopo l’ennesima giornata di passione che si è consumata ieri Oltreoceano, sotto la lente d’ingrandimento degli esperti c’è il “settore sorvegliato speciale” a livello internazionale, ovvero quello finanziario. Esauirto nel giro di poco tempo l’ottimismo iniziale, i maggiori titoli bancari del Vecchio continente, che sono arrivati a guadagnare anche oltre cinque punti percentuali, hanno invertito bruscamente la rotta e ora, in molti casi, viaggiano anche in territorio negativo. Poco sotto la parità le francesi Bnp Paribas (-0,45%), e Société Générale (-0,21%). Andamento negativo anche per Fortis, che dopo avere guadagnato quasi sei punti percentuali, cede ora il passo e perde il 5,43%. Ieri, l’istituto bancario belga ha messo in evidenza come le indiscrezioni circolate con insistenza in quest’ultimo periodo sul titolo abbiano fornito delle informazioni false riguardanti un possibile e imminente aumento di capitale da parte della società. Fortsi ha, pertanto, smentito “categoricamente” questi rumours.

Il settore bancario soffre anche a Piazza Affari con Unicredit e Intesa Sanpaolo che accusano un calo rispettivamente dell’1,09% e dell’1,52%.

 

Giornata intensa, quella di ieri, per la Federal Reserve che ha deciso di mantenere i tassi invariati, preoccupata per i rischi di inflazione e per l’economia in generale. La decisione di lasciare al 2% il tasso sui prestiti interbancari e al 2,25% il tasso di sconto per i broker e le banche commerciali è stata presa con voto unanime.

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