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Volano i conti di Apple

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A mercato chiuso e con il Dow Jones che suona ancora le campane a festa per aver sfondato la barriera dei 13 mila punti, le soddisfazioni arrivano ancora anche dalla stagione delle trimestrali statunitensi con Apple che alza il sipario sui conti del secondo trimestre dell’esercizio chiuso al 31 marzo 2007.


E la società di Cupertino non delude, infatti, le aspettative del mercato e degli investitori regalando una trimestrale quasi da record con gli utili in crescita a doppia cifra (+88%) pari a 770 milioni di dollari contro 410 milioni registrati nello stesso periodo del 2006. Per quanto riguarda il risultato netto per azione è stato pari a 87 centesimi contro i 64 attesi dalla comunità finanziaria.
Buone notizie anche dal fronte ricavi che sono saliti del 21%, toccando quota 5,3 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 4,4 miliardi archiviati nello stesso trimestre dell’esercizio passato. Conti che volano in scia all’aumento delle vendite del gioiello di Cupertino, l’iPod, +24% e con 10,5 milioni di pezzi e grazie anche all’ascesa delle vendite del computer Macintosh pari a 36% a 1,517 milioni.

 

L’unica nota dolente per la società californiana è giunta dalle previsioni sul trimestre in corso: Apple ha stimato, infatti, un utile per azione (Eps) pari a 0,66 dollari  contro i 67 centesimi attesi dal mercato. In leggero calo rispetto alle aspettative anche il fatturato che dovrebbe attestarsi a 5,1 miliardi di dollari contro i 5,45 attesi.

E mentre Steve Jobs&Co festeggiano i brillanti risultati e attendono con impazienza il lancio, in programma per la fine di giungo, del palmare-cellulare iPhone, arriva una nuova bufera. Fred Anderson, ex chief financial officer (Cfo) di Apple coinvolto nella vicenda della retrodatazione delle stock options, tra il 1997 e il 2002, dopo aver raggiunto un accordo con la Securities and Exchange Commission (Sec) spara a zero su Steve Jobs, reo di averlo ingannato circa l’assegnazione delle stock option.  Immediata la riposta di Apple. Non apriamo nessun dibattito pubblico con Anderson – si legge in un comunicato dalla società – Jobs ha cooperato alle indagini della Sec e dai comportamenti emerge chiaramente chi è coinvolto nella vicenda e chi no.