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Vola l’export cinese a maggio (+48,5%), restano alte le pressioni sui prezzi immobiliari

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Forti i riscontri economici arrivati oggi dall’Asia, in particolare dalla Cina. Non hanno infatti deluso le attese i dati sull’export cinese: a maggio il progresso su base annua è risultato del 48,5%, ritmo più elevato degli ultimi 6 anni. Il valore delle esportazioni è salito a 131,76 mld di dollari, livelli più alti dal settembre 2008. Balzo anche delle importazioni a 112,23 mld (+48,3%). Sempre a maggio non si sono stemperate le tensioni sui prezzi immobiliari. I dati del National Bureau of Statistics, su un campione di 70 città cinesi, evidenziano un tasso annuo di crescita del 12,4% a maggio, solo lievemente inferiore rispetto al livello record di aprile (+12,8%). I dati di maggio sull’immobiliare testimoniano come le misure annunciate da Pechino per contrastare l’eccessivo surriscaldamento dei prezzi delle case non stanno ancora avendo grandi effetti sui prezzi, mentre sembrano aver influito sul livello delle vendite, scese del 25% rispetto al mese precedente.


Passando al Giappone, c’è stata una lieve revisione al rialzo per il pil giapponese relativo al primo trimestre 2010: +5% annualizzato rispetto al +4,9% della prima lettura. Confermato il +1,2% t/t.
Positivi anche i dati sul mercato del lavoro in Australia con tasso di disoccupazione sceso al 5,2% e occupati cresciuti di 26.900 unità, decisamente oltre le attese che erano ferme a +20mila unità. Riscontri che non hanno mancato di sospingere il dollaro australiano: l’aussie viaggia in rialzo di quasi 1 punto percentuale rispetto al dollaro statunitense con cross dollaro Us/dollaro Au a 1,195.

Volgendo lo sguardo agli Stati Uniti, ieri indicazioni contrastanti sono arrivate dal Beige Book: il rapporto della Fed ha evidenziato i potenziali pericoli per l’economia americana derivanti dalla crisi europea dei debiti sovrani e dal disastro ambientale nel Golfo del Messico. In precedenza invece erano arrivate le positive previsioni del presidente della Fed, Ben Bernanke, che vede una crescita del Pil al 3,5% nell’anno in corso. Ritmo di crescita che dovrebbe essere ancora più sostenuto nel 2011. Nella testimonianza di fronte alla Commissione bilancio della camera. Bernanke ha inoltre fatto riferimento al nodo debito pubblico, il cui attuale livello è stato definito “insostenibile”, rimarcando però che non è ancora il momento di ridurre la spesa pubblica nè di alzare le tasse.