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VIX ai minimi di sempre, ma preoccupa aumento volatilità Forex. Attesa per Fed

Wall Street aspetta le indicazioni in arrivo domani dalla Federal Reserve con S&P 500 in pausa di riflessione e Nasdaq ai nuovi record. L’indice VIX, o volatilità, si posiziona sui …

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Nuovi record per il Nasdaq con l’indice VIX, o volatilità, che si posiziona sui minimi storici. L’indice di volatilità stima la volatilità attesa basata sui prezzi delle opzioni dell’S&P 500 e suoi valori bassi corrispondono a un sentiment tranquillo degli investitori.

La sponda di una Fed più accomodante e di una earning season che procede positivamente sta permettendo ai mercati di mantenersi sui massimi con volatilità minima. Il Nasdaq Composite ieri è salito dello 0,36% toccando i nuovi massimi a 6.410,81 punti. Il Nasdaq 100 ha invece inanellato la dodicesima seduta consecutiva in rialzo, nuova striscia record.

 

 

VIX ai minimi, ma occhio all’aumento di quella sul Forex

Il VIX, che ha chiuso a 9,34, a un soffio dal minimo storico, segnato nel dicembre del 1993 a 9,31. Contestualmente è salita a 8 la striscia di chiusure sotto la soglia di 10. “Con la volatilità sui tassi anch’essa sui minimi – sottolinea Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr – l’unica ad aver dato segni di vita è quella sui cambi, che ha risentito del crollo del dollaro Usa. Sentimentrader ha notato la divergenza tra i trend di volatilità degli asset nell’ultimo mese e mezzo, e ha osservato che in passato in occasioni del genere si è verificato un contagio da Forex a Equity in termini di volatilità”.

Valutazioni tirate

Terza seduta consecutiva in (lieve) calo invece per lo S&P 500 (-0,11% il close di ieri) che mantiene comunque a oltre +10% il saldo da inizio anno. Le valutazioni stazionano a livelli elevati rispetto alla media storica con lo S&P 500 che scambia a circa 17,7 volte le stime degli utili per i prossimi 12 mesi, ben al di sopra della media a lungo termine che è di 15 volte.

Con più di un quinto delle società dell’S&P 500 che hanno riportato i risultati, la previsione al momento è di utili saliti dell’8,8 per cento nel secondo trimestre, meglio rispetto alla proiezione di +8% di inizio del mese (dati Thomson Reuters I/B/E/S).

Parola alla Fed

Cresce intanto l’attesa per la riunione della Federal Reserve. L’annuncio sui tassi arriverà domani sera. nessuna novità attesa sul costo del denaro dopo le due strette sui tassi nella prima metà dell’anno. Gli operatori finanziari presteranno molta attenzione alle parole della presidente Janet Yellen circa i dati sull’inflazione, che mostrano una crescente debolezza “così come ad ogni possibile indicazione sulla riduzione della dimensione del bilancio della Fed”, spiega Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors. I “dot plots” della FED indicano quattro ulteriori incrementi entro la fine del 2018 e non dovrebbero esserci modifiche in tal senso