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Vivendi sceglie Telefonica, trattativa in esclusiva su Gvt. Ma Telecom Italia corre in Borsa

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Alla fine Telefonica ha avuto la meglio su Telecom Italia. Il consiglio di sorveglianza di Vivendi ha infatti deciso di avviare trattative in esclusiva con la compagnia telefonica di Cesar Alierta per la cessione della controllata brasiliana Gvt in quanto ha ritenuto il prezzo proposto “particolarmente attraente” e consente alla società francese di realizzare una plusvalenza di oltre 3 miliardi di euro. Vivendi ha comunque tenuto a sottolineare la rilevanza e la qualità dell’offerta di Telecom Italia e che la cessione di Gvt rappresenta la dismissione dell’ultima compagnia telefonica posseduta da Vivendi dopo la vendita di Maroc Telecom e Sfr.  

Le altre condizioni dell’offerta, spiega Vivendi nella nota, comportano un limitato execution risk e sono totalmente in linea con gli obiettivi di Vivendi. Secondo l’azienda transalpina, l’offerta di Telefonica “corrisponde meglio alla strategia del gruppo ed è nel miglior interesse degli azionisti“. Inoltre Vivendi ricorda che sulla base dell’offerta presentata da Telefonica per Gvt, volendo, potrebbe diventare azionista di Telecom Italia scambiando titoli di Telecom Italia.

Telefonica stamattina aveva rilanciato la propria offerta su Gvt a 7,45 miliardi di euro per superare quella da 7 miliardi avanzata da Telecom Italia. In particolare la nuova proposta spagnola (in scadenza il 29 settembre a differenza di quella di Telecom Italia che sarebbe scaduta il 20 settembre), è basata su una parte per cassa (4,663 miliardi di euro) e una parte in azioni con una quota del 12% di Telefonica Brasil a Vivendi di cui circa un terzo potrà essere scambiato, a discrezione di Vivendi, con il 5,7% del capitale e l’8,3% dei diritti di voto di Telecom.

Da parte sua Telecom Italia aveva messo a punto un’offerta che valorizzava Gvt 7 miliardi di euro, articolata in tre fasi: l’iniziale acquisizione per cassa da parte di TIM di una partecipazione di minoranza in Gvt; la fusione per incorporazione di Gvt in TIM; l’ingresso di Vivendi nel capitale sociale di Telecom Italia tramite sottoscrizione di un aumento di capitale a essa riservato. Come corrispettivo della sottoscrizione, Vivendi avrebbe conferito a Telecom Italia una quota della partecipazione detenuta in TIM a seguito dell’integrazione con Gvt e cassa.

Ad esito di tali operazioni, Vivendi avrebbe detenuto il 15% del capitale di TIM post fusione (che sarebbe stata controllata da Telecom Italia con una quota del 60% circa) e il 20% circa del capitale ordinario di Telecom Italia (calcolato su base fully diluted, assumendo cioè la conversione del prestito obbligazionario a conversione obbligatoria in azioni Telecom Italia, emesso da Telecom Italia Finance nel novembre 2013 e con scadenza novembre 2016, con applicazione del minimum conversion ratio e prezzo di sottoscrizione di 0,83 euro per azione). L’offerta complessiva risultava pertanto composta per il 24% circa di cassa e per il 76% circa di azioni.

Decisamente positiva la reazione di Telecom Italia a Piazza Affari. Il titolo dell’ex monopolista delle telecomunicazioni al momento viaggia con una rialzo del 2,55% a 0,8845 euro.