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Vivendi rileva quota Havas, Bolloré si arricchisce di 2,3 miliardi. Mediaset pronta a essere scaricata?

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Nuova mossa del finanziere bretone Vincent Bollorè per consolidare il suo impero mediatico. Il presidente e maggiore azionista di Vivendi ha concluso un accordo per acquistare la partecipazione del 60% nel gruppo Havas che è detenuta dalla sua stessa holding, per un valore di 2,3 miliardi in contanti. Stando ai termini dell’accordo, la transazione avverrà in due fasi.

Nella prima, il colosso francese delle tlc Vivendi acquisterà la quota in mano al Groupe Bolloré per 9,25 euro per azione, un valore che presenta un premio dell’8,8% rispetto al prezzo di chiusura, nella sessione di mercoledì, del titolo Havas.

In un secondo momento, Vivendi tenterà di acquistare la quota rimanente di Havas, allo stesso prezzo, dagli altri azionisti del gruppo, anch’esso attivo nel ramo delle comunicazioni. 

Intervistato dal Financial Times Tom Singlehurst, responsabile della divisione di ricerca sul comparto media azionario ha fatto notare che “questa operazione, attraverso cui un gruppo controllato da Bolloré acquisterà un altro gruppo controllato da Bolloré, apportando un flusso di cassa significativo allo stesso Bolloré Group, potrebbe sollevare qualche preoccupazione”.

Tra l’altro l’amministratore delegato di Havas (la società appunto controllata dal Bolloré Group come Vivendi) è lo stesso figlio di Bolloré, Yannick.

In una email ottenuta da Reuters, Yannick Bolloré ha commentato la mossa affermando che “i nostri gruppi evolvono in un mondo comune, alcuni dei nostri team sono già in contatto l’un l’altro e le nostre culture si assomigliano e si completano l’un l’altra”.

Non basta tuttavia questa dichiarazione a rintuzzare le polemiche sul conflitto di interessi: attraverso la vendita delle azioni detenute in Havas a Vivendi, il finanziere porta a casa ben 2,3 miliardi di euro.

Tra l’altro Yannick, oltre a essere il numero uno di Havas, siede già nel consiglio di amministrazione di Vivendi. Tutto questo, mentre il padre Vincent rimane osservato speciale in Italia, dopo la decisione dell’Agcom, che lo scorso 19 aprile ha intimato a Vivendi di ridurre la partecipazione o in Telecom Italia o in Mediaset, pena la comminazione di una multa che potrebbe avere un valore compreso tra il 2% e il 5% del suo fatturato. 

Attraverso Vivendi – nel cui capitale detiene una partecipazione del 20,4%,  Bolloré ha in mano una quota del 24% in Telecom Italia e ha il 29,9% dei diritti di voto in Mediaset. 

Il titolo Havas ha guadagnato più del 20% dallo scorso novembre, quando sono iniziate le speculazioni di mercato sulla possibilità di una fusione tra le due aziende.  Tutto questo mentre Mediaset ha scontato nelle ultime ore le crescenti indiscrezioni secondo cui alla fine Bolloré accontenterà l’Agcom uscendo dal capitale dell’azienda controllata dalla famiglia Berlusconi.  

Ieri Mediaset ha perso oltre -2% e anche oggi il titolo è sotto pressione.