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Vittorangeli (Allianz GI): mercati, siamo ancora nella normalità e Draghi potrebbe sorprendere

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C’è molta volatilità sui mercati finanziari in questo inizio d’anno. Tuttavia non abbiamo ancora superato il livello di allarme. È una situazione che rientra ancora in un ambito di normalità, anche se la soglia di attenzione è salita. 
L’ingresso nel 2016 è stato drammatico per i mercati finanziari. In Italia l’indice Ftse Mib si è rimangiato tutti i guadagni messi a segno nel 2015. Un anno che peraltro, secondo  Mauro Vittorangeli “il 2016 potrebbe ricalcare in termini di volatilità”. In un colloquio con Finanza.com il chief investment officer Conviction fixed income di Allianz GI ha ammesso che: “il livello di attenzione sui mercati è salito” ma “non siamo ancora usciti dall’ambito di una situazione che possiamo definire di normalità. Noi lo diciamo da tempo: la fase di uscita dalle politiche monetarie espansive porta maggiore volatilità sui mercati e ora questa volatilità si è manifestata. A fine dicembre la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse è ha piantato un grosso paletto, ha segnato un punto di svolta. Nel momento in cui l’eccezionale espansione monetaria si ritira la parte più speculativa del mercato tende a prendere profitto. Si sono poi aggiunte le turbolenze del rallentamento cinese e i problemi asiatici ma siamo ancora all’interno di una fase fisiologica, solo che non eravamo più abituati”. Quindi non è ancora tempo di mettersi le mani tra i capelli ma nemmeno di rilassarsi. Il 2016 sarà “un anno in cui tenere le cinture allacciate. Senza però perdere di vista il fatto che movimenti simili sono ancora buone opportunità di ingresso. Chiaramente vanno gestite, bisogna stare attenti perché questa fase può durare tranquillamente anche per tutto un trimestre. Siamo solo a metà gennaio”. 
La direzione della Banca centrale europea
Oggi la Banca centrale europea tiene la prima riunione del 2016. Soprattutto sarà la prima riunione dopo la delusione di dicembre quanto il governatore Mario Draghi sembrava in difficoltà di fronte ai falchi di Francoforte. L’appuntamento sarà quindi molto importante al di là delle aspettative che non prevedono modifiche nei tassi di interesse o nel Quantitative easing. Per contrastare l’opposizione interna alla Bce il governatore ha dalla sua parte i dati sull’inflazione. La stabilità dei prezzi è l’obiettivo della Banca centrale europea e, da questo punto di vista, gli assi sono tutti nella manica di Mario Draghi. “Il governatore riuscirà a convincere anche i più riottosi – è convinto Vittorangeli – L’inflazione forward a cinque anni, un parametro che la Bce tiene in alta considerazione, è scivolata sotto 1,6%. In presenza di livelli simili Francoforte è sempre intervenuta. Lo scenario centrale non prevede alcun intervento nella riunione di politica monetaria di oggi ma potrebbero esserci delle sorprese. La Bce è sempre stata molto brava a sorprendere le aspettative. In ogni caso, al di là di quella che sarà la decisione, sarà importante quello che dirà il governatore nella conferenza stampa. Mario Draghi è sempre stato molto bravo ed efficace nel tenere alto il livello delle aspettative”. Un ulteriore taglio del tasso di deposito, attualmente a -0,3%, è inevitabile e, se non oggi, arriverà probabilmente entro la fine del primo trimestre: “Abbiamo calcolato che se il petrolio rimanesse a questi livelli di prezzo l’inflazione europea per il 2016 sarebbe tra lo 0% e lo 0,4%. Sarà molto difficile per qualcuno, a livello di board Bce, opporsi a nuovi interventi”.