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Vittorangeli (Allianz GI): Bce agirà anche oltre il necessario per raggiungere l’obiettivo di inflazione

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La divergenza tra le politiche monetarie di Federal Reserve e Banca centrale europea è ormai un dato acquisito ma la Bce potrebbe sorprendere, a dicembre, con un’azione più forte di quanto atteso. Per rilanciare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. 
Nella prossima riunione del 3 dicembre la Banca centrale europea (Bce) si spingerà più in là di quanto si possa pronosticare. È l’opinione che Mauro Vittorangeli, Cio Conviction Fixed Income di Allianz GI, ha rilasciato a Finanza.com in un’intervista nel corso della presentazione dell’outlook 2016. “La Bce ha un solo obiettivo che è quello di aumentare le aspettative di inflazione di lungo termine e portarle verso il famoso 2% per far ripartire l’economia. Noi pensiamo che avrà successo e questo successo avrà implicazioni sul mercato obbligazionario”. A muoversi sarà soprattutto la parte a lungo termine della curva dei rendimenti in quanto “i tassi a lungo sono governati dalle aspettative di inflazione. Le maturità obbligazionarie di breve/medio termine rimarranno invece su livelli negativi o comunque molto contenuti”. Ci si deve quindi preparare a una ripartenza delle aspettative di inflazione che “sarà più forte di quella che il mercato si aspetta”.  In termini di scelte di investimento a essere favoriti saranno i bond legati all’inflazione di lungo termine che pagano cedole legate alle aspettative sui prezzi al consumo. Tuttavia la questione non è così semplice e Vittorangeli sconsiglia di investire direttamente in bond legati all’inflazione di lungo termine in quanto i tassi di interesse di mercato dovrebbero comunque salire penalizzando i prezzi. “Quello che noi facciamo nei nostri portafogli è sfruttare la break-even inflation, ossia il differenziale di rendimento esistente tra titoli a cedola fissa e titoli con coupon legato all’inflazione di lungo termine. Possiamo effettuare degli arbitraggi vendendo i primi e comprando i secondi con l’obiettivo di restituire un rendimento finale in ogni caso positivo”. Oltre al tema dei bond legati all’inflazione, il chief investment officer di Allianz GI ne ha evidenziati altri due. Il primo “è la convergenza degli spread sovrani nell’Eurozona, che proseguirà anche nel 2018. Noi pensiamo che l’Italia possa facilmente trattare almeno a 0,8 di spread contro il corrispondente bund decennale tedesco. Da questo punto di vista i titoli del debito italiano sono comunque difensivi”. Il terzo tema è il credito societario e, anche in questo caso, al centro dell’attenzione è l’Eurozona mentre il rialzo dei tassi di interesse previsto per dicembre da parte della Fed mette fuori gioco gli Stati Uniti. “Rispetto allo scorso anno – sottolinea Vittorangeli – lo spread del reddito fisso corporate si è allargato su tutte le categorie di rating. Pensiamo che questo differenziale tornerà a comprimersi, in particolar modo a fronte di titoli governativi che sulle scadenze brevi e medie hanno rendimenti nulli se non negativi e con una Banca centrale europea che, come detto, agirà con molta forza. Non può fare altrimenti per essere sicura di far ripartire inflazione e crescita in Eurozona ed evitare il rischio di deflazione. Quest’ultimo è molto più pericoloso. Le Banche centrali hanno piena fiducia nella capacità di controllare le spinte inflazionistiche mentre gli scenari deflazionistici sono molto più difficili da contrastare nel breve termine. Dunque la Bce agirà anche più di quanto necessario per evitare questo rischio, con la convinzione che quando si tratterà di tirare le redini lo potrà fare molto rapidamente“.