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Visco indica la via delle riforme per far ripartire l’Italia, riduzione tasse dovrà essere selettiva

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Per l’uscita dalla crisi l’Italia ha ora bisogno di un sistema di riforme efficaci e lungimiranti. E’ l’esortazione del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che nel corso del suo discorso all’assemblea annuale dell’istituto di via Nazionale ha anche raccomandato di non disperdere gli sforzi fatti per riequilibrare i conti pubblici implementando una graduale riduzione delle imposte con un occhio di riguardo a lavoro e produzione. 
“Non bisogna aver timore del cambiamento – ha detto Visco – . Interventi e stimoli ben disegnati, anche se puntano a trasformare il Paese in un arco di tempo non breve, produrranno la fiducia che serve per decidere che già oggi vale la pena di impegnarsi, lavorare, investire”. Visco ha rimarcato che il programma di riforme avviato nell’ultimo biennio va nella direzione giusta ma l’azione riformatrice nell’ultimo anno ha perso vigore anche per il progressivo deterioramento del clima politico. “Nel riprenderla con decisione secondo Visco bisogna seguire un approccio organico, che fissi subito gli obiettivi in un orizzonte di medio periodo poiché le riforme di struttura richiedono tempo”. 
Ritorno alla crescita entro fine anno condizionato da diversi fattori 
Il ritorno alla crescita dell’Italia entro fine anno è ancora possibile anche se condizionato a diversi fattori. Nelle sue considerazioni finali nell’assemblea odierna a Roma, Visco ha  rimarcato che anche quest’anno si chiuderà con un forte calo dell’attività produttiva e dell’occupazione. “L’inversione del ciclo economico verso la fine dell’anno è possibile – ha proseguito Visco – e dipenderà dall’accelerazione del commercio mondiale, all’attuazione di politiche economiche adeguate, dall’evoluzione positiva delle aspettative e delle condizioni per investire, dalla disponibilità di credito”.
Visco ha sottolineato come la recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo e rischia  di ripercuotersi sulla coesione sociale. Il Pil del 2012 è stato inferiore del 7 per cento a quello del 2007, con reddito disponibile delle famiglie sceso di oltre il 9% e la produzione industriale di un quarto Secondo il numero uno di via Nazionale vanno poste le condizioni per sfruttare appieno strumenti e agevolazioni all’ingresso e alla permanenza, da occupati, dei giovani nel mercato del lavoro.

Quest’anno non vi sono margini per aumento del disavanzo
Nel breve termine i margini di manovra da parte del governo sono piuttosto limitati. In particolare non ci sono margini di aumento del disavanzo poiché sono stati assorbiti dalla decisione di pagare i debiti commerciali in conto capitale delle amministrazioni pubbliche. “Si possono però accelerare questi pagamenti – sottolinea Visco – accrescere quelli relativi a spese correnti che incidono sul debito ma non sul disavanzo”.  “La correzione dei conti pubblici – ha rimarcato oggi il governatore di Bankitalia – ha contribuito a ridimensionare le tensioni sul mercato dei titoli di Stato, evitando scenari peggiori“. Pertanto tali progressi vanno preservati poiché “disperderli avrebbe conseguenze gravi”.
Agire su cuneo fiscale che frena occupazione e attività d’impresa 
Il governatore di Bankitalia indica la necessità di una diminuzione dell’aggravio fiscale in Italia anche se in maniera selettiva e graduale. “Le riduzioni di imposte, necessarie nel medio termine, pianificabili fin d’ora, non possono che essere selettive – ha rimarcato Visco nelle considerazioni finali all’assemblea odierna di Bankitalia a Roma –  privilegiando il lavoro e la produzione:  il cuneo fiscale che grava sul lavoro frena l’occupazione e l’attività d’impresa”.  
Un forte ostacolo è rappresentato dall’evasione fiscale che “distorce l’allocazione dei fattori produttivi, causa concorrenza sleale,  è di ostacolo alla crescita della dimensione delle imprese, aumenta il carico  tributario per i contribuenti in regola”.  “Un contributo importante a migliorare la correttezza fiscale – ha aggiunto Visco – può derivare da interventi di semplificazione e razionalizzazione delle imposte e degli adempimenti. La certezza delle misure fiscali e il loro attento ed equilibrato disegno possono incidere sulle aspettative, quindi sulla domanda, più e meglio di sgravi immediati ma dall’incerta sostenibilità”.