Visco avverte: politica monetaria non basta, bisogna investire di più

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 23/09/2014 - 14:31

Non basta una politica monetaria accomodante per uscire dalla crisi. Ne è convinto Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, parlando allo Strategic Forum Iea-Isi a Roma. "Nonostante i bassi tassi di interesse consentiti dalla politica monetaria accomodante un'ampia incertezza circa le prospettive di crescita della domanda e la riduzione dell'indebitamento da parte di aziende sovraindebitate hanno tenuto bassi gli investimenti". Inoltre, a suo dire, il consolidamento dei bilanci ha "spesso implicato massicci tagli negli investimenti pubblici, cosa che potrebbe gettare un'ombra su una potenziale crescita futura".

"L'ambiente di business - ha spiegato Visco - deve essere più favorevole agli investimenti privati e quelli in infrastrutture devono tornare ad essere in alto nell'agenda politica". Ma "la vera sfida - ha detto Visco - è data dall'economia reale. E' in questo campo che noi dobbiamo esercitare il nostro ingegno". Per il numero uno di Via Nazionale in Italia gli interventi più urgenti da portare avanti sono quelli sulla legalità e sull'efficienza nella Pubblica amministrazione.

"Sotto molti punti di vista stiamo viaggiando in territori inesplorati", ha proseguito Visco, secondo cui è necessario in particolare stimolare gli investimenti. Ma ciò che preoccupa di più della crisi è che potrebbe lasciare ferite permanenti" anche sul fronte occupazionale. "Uno dei punti chiave della crisi è su quanta parte della disoccupazione sia ciclica e quanta strutturale", ha fatto presente il governatore.

Al convegno era presente anche il premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz, che a margine dell'evento ha voluto dire la sua su Renzi. A suo dire, il premier italiano sta facendo bene ma ha le mani legate. Per l'economista, l'austerità ha abbassato la crescita e aumentato i deficit dal momento che ha abbassato le entrate fiscali e aumentato la spesa. Lo spazio per ogni singolo Paese, compresa l'Italia, di fare qualcosa è molto limitato. Per Stiglitz "l'Europa nel complesso cresce lentamente e c'è un fallimento a livello europeo. Il problema è la struttura dell'Eurozona non dei singoli Paesi. Questo è quello che va corretto ma sfortunatamente il percorso per sistemarlo è lento. Alcuni Paesi hanno perseguito politiche controproducenti, ad esempio la Francia che ha abbassato le tasse e le spese".

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