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Violenze Charlottesville, CEO danno il benservito a Trump. Che è costretto a chiudere i comitati

Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan: “Fa parte del ruolo di un leader, sia nel mondo degli affari che in un governo, unire la gente, e non dividerla”.

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“Piuttosto che fare pressione sugli uomini di affari del Consiglio Manifatturiero e del Forum strategico, ho deciso di smantellare entrambi i comitati! Grazie a tutti”. E’ con un tweet che Donald Trump reagisce all’esodo dei ceo della Corporate America, che nelle ultime ore hanno abbandonato i comitati economici da lui creati, in risposta alla mancata ferma condanna da parte del presidente Usa degli atti di violenza che si sono consumati a Charlottesville, in Virginia, la scorsa settimana.

Trump non ha avuto d’altronde altra scelta dal momento che, uno dopo l’altro, gli amministratori delegati dei principali colossi manifatturieri e non degli Stati Uniti gli hanno praticamente sbattuto la porta in faccia.

Smentito così l’ottimismo sbandierato in un suo tweet precedente, in cui aveva garantito la sopravvivenza dei due panel.

“Per ogni ceo che va via dal Consiglio Manifatturiero, ne ho diversi pronti a entrare”.

Ma evidentemente non è andata così.

Così ieri, Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan e membro dello Strategic and Policy Forum ha commentato la decisione del consiglio stesso di dissolversi:

“Mi oppongo totalmente alla reazione che il presidente Trump ha avuto agli eventi che hanno colpito Charlottesville negli ultimi giorni (..) Fa parte del ruolo di un leader, sia nel mondo degli affari che in un governo, unire la gente, non dividerla“.

La decisione di Trump di mettere la parola fine a due comitati economici è stata dunque inevitabile dopo che è stato lo stesso Strategic and Policy Forum a sciogliersi.

Sempre ieri Jeffrey Immelt, ceo di General Electric, che lo scorso lunedì 14 agosto aveva detto che non avrebbe rassegnato le dimissioni dal board del Consiglio Manifatturiero, ha diramato un comunicato annunciando la sua decisione di lasciare. A sfilarsi dai comitati sono stati anche gli AD di Campbell’s Soup e 3M. Idem ha fatto Mary Barra, amministratore delegato di General Morots, membro del Forum strategico:

“I recenti eventi..richiedono che noi ci uniamo come nazione per rafforzare i valori e gli ideali che ci uniscono – la tolleranza, l’inclusione e la diversità – e per parlare contro ciò che ci divide – il razzismo, l’estremismo e qualsiasi visione politica basata sull’etnia”.