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Vicenda Alitalia, Aeroflot pronta a riprendere i contatti

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Aeroflot torna in pista per l’acquisizione di Alitalia. L’ipotesi di sedersi a un tavolo per riprendere una trattativa con la compagnia aerea russa, che nei mesi scorsi aveva già manifestato il suo interesse nei confronti della società di via della Magliana, torna a prendere forma. L’occasione è stata la conferenza stampa che si è tenuta oggi in Sardegna tra il premier in pectore, Silvio Berlusconi, e il presidente Vladimir Putin in visita in Italia. “Abbiamo parlato di Alitalia e della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot”, ha detto il leader del Pdl al termine della conferenza. E Putin ha dichiarato: “Abbiamo discusso molto, ed è chiaro che Berlusconi è preoccupato per la compagnia e per la tutela degli interessi italiani. Oggi ho parlato con il presidente di Aeroflot che si mostrato disponibile a riprendere la trattativa con il vettore italiano”.


Intanto, ieri si è cominciato a pensare a un’ipotesi bipartisan per trovare una soluzione alla spinosa vicenda Alitalia. È quanto emerso ieri dal primo incontro post-elezioni, tra la nuova maggioranza e l’opposizione, che si è tenuto a Palazzo Chigi tra Gianni Letta, Bruno Ermolli e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, il sottosegretario dell’Economia, Massimo Tononi, e il direttore generale dello stesso ministero, Vittorio Grilli. Una soluzione necessaria “per garantire la necessaria continuità aziendale che consenta di completare la privatizzazione in tempi brevi”, precisano fonti di Palazzo Chigi. In ogni caso, “l’offerta di Air France non è stata scartata”.

La compagnia di bandiera italiana è a un bivio. E per evitare il tanto temuto commissariamento e lasciare al nuovo Esecutivo il tempo necessario per insediarsi si stanno passando al vaglio nuove soluzioni. Una di queste, quella che sta prendendo forza è la concessione di una linea di credito da parte del Tesoro pari a circa 100-150 milioni di euro. Non va però dimenticato che questa manovra va a infrangere le normative comunitarie che fanno rientrare questo prestito come aiuto di Stato. Una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea sarebbe a portata di mano e non è detto che basti puntare sul fatto che la situazione di Alitalia è “critica” per convincere Bruxelles a non procedere