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Via col vento: decolla dagli Stati Uniti l’operazione simpatia di Enel Green Power

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Enel Green Power si rafforza Oltreoceano. La controllata di Enel insieme al suo partner di sviluppo TradeWind Energy hanno stipulato un accordo tra il Caney River Wind Project e la Tennessee Valley Authority per acquistare la produzione annuale di energia generata dal parco eolico di 200 MW che sarà costruito e gestito da Enel a Elk County, a circa 160 chilometri a sudest di Wichita. Si tratta di un progetto ambizioso: il parco eolico verrà costruito su una superficie di circa 5.600 ettari nella zona centro occidentale di Elk County.


Il costo dell’intero progetto è stimato intorno a 350 milioni di dollari statunitensi, pari a circa 250 milioni di euro, e l’entrata in esercizio commerciale dell’impianto è prevista entro il 2011. Oggi è stata posta la prima pietra miliare di un disegno pià ampio tracciato dal presidente di Enel Green Power, Luigi Ferraris, che due giorni fa ha anticipato di vedere ulteriori opportunità di espansione nel mercato degli Stati Uniti.

In un’intervista al Wall Street Journal, Ferraris ha spiegato che negli Stati Uniti “ci sono pochissimi impianti eolici e c’è margine di crescita”, sottolineando che l’Ipo di EGP “non è una soluzione per il debito di Enel, ma una scelta strategica”. Per Enel Green Power, che opera negli Stati Uniti tramite la controllata Enel North America, sono giornate intense. Lunedì è, infatti, entrata nel vivo la corsa che porterà la controllata di Enel a debuttare in Borsa a Piazza Affari e a Madrid il prossimo 4 novembre. La forchetta di prezzo è stata fissata fra 1,8 e 2,1 euro per azione, inferiore a 1,9-2,4 euro del pre-marketing, pari a una valutazione massima del gruppo di 10,5 miliardi di euro.


E’ partito da Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, di fronte alla quale si erge a monito per tutti gli scandali finanziari degli ultimi anni il dito medio di Maurizio Cattalan, l’ultimo atto della più grande Ipo in Europa da quando la crisi ha messo sottosopra i mercati mondiali, a metà 2007. “E’ un investimento sicuro – ha detto Fulvio Conti, l’ad di Enel -, ben diversificato geograficamente, con tecnologie competitive e che dipende per meno del 30% dei suoi ricavi dagli incentivi pubblici”.


Ai piccoli risparmiatori che conserveranno le azioni per almeno un anno, ricevendone così una in omaggio ogni venti , Conti ha assicurato che sarà garantito un rendimento del 5/6%. Senza bonus share il titolo renderà invece poco meno del 2%, per via di una politica dei dividendi che prevede un pay-out attorno al 30% (per ogni euro di utile 30 centesimi a dividendo). “Nonostante il dividendo molto allettante, il titolo potrebbe non fare molta strada in quanto è da considerarsi un utility. Se il collocamento avrà successo successo, in base anche al prezzo a cui verrà collocato, possiamo dire che questa quotazione darà una buon contributo alla voce debito”, commenta Wrolfram Mrotiz.