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Vertice Ue: salgono a 26 i Paesi favoreli all’intesa fiscale, manca solo il sì britannico

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L’Europa raggiunge un accordo su regole fiscali più rigide. Manca però l’ok della Gran Bretagna, che potrebbe quindi non aderire a future modifiche al Trattato di Lisbona tese a una maggiore unificazione fiscale.

La seconda giornata del Consiglio europeo di Bruxelles ha infatti raccolto l’adesione di altri Paesi europei all’intesa raggiunta nella notte scorsa. 26 Paesi, tutti i 17 dell’Eurozona e quelli dell’Unione europea ad eccezione della Gran Bretagna, hanno infatti dato l’assenso alla prossima stipula di un nuovo trattato intergovernativo. In precedenza solo 6 Paesi oltre a quelli dell’area euro si erano dichiarati favorevoli. Il trattato, aggiuntivo rispetto al Trattato Ue, prevede nuovi impegni in materia di disciplina finanziaria e di regole di bilancio.

I punti salienti dell’accordo sono riportati nella dichiarazione dei capi di Stato e di governo pubblicata dal Consiglio europeo.

Scatteranno sanzioni automatiche contro i Paesi che dovessero violare il vincolo di un rapporto deficit/Pil del 3%. “I bilanci generali delle amministrazioni pubbliche – si legge nel documento – devono essere in pareggio o in avanzo; questo principio si considera rispettato se, di norma, il disavanzo strutturale annuo non supera lo 0,5% del PIL nominale. Le norme che disciplinano la procedura per i disavanzi eccessivi (articolo 126 del TFUE) saranno rafforzate. “Non appena alla Commissione risulti che uno Stato membro ha superato la soglia dal 3%, scatteranno conseguenze automatiche a meno che la maggioranza qualificata degli Stati membri della zona euro sia contraria”.

Il documento contempla anche la posibilità che la Banca centrale europea svolga un ruolo di supporto tecnico all’operato del fondo salva-Stati Efsf. Nella comunicazione si legge che viene accolta favorevolmente “la disponibilità della Bce a fungere da agente per il Efsf nelle sue operazioni di mercato”.

I leader europei hanno convenuto che l’Efsf resterà attivo nel finanziamento di programmi avviati fino a metà 2013 e che continuerà a garantire il finanziamento dei programmi in corso. L’adeguatezza del massimale globale dell’Efsf e dell’Ems (meccanismo europeo di stabilità), pari a 500 miliardi di euro, verrà riesaminata nel marzo 2012. “Nel corso del progressivo aumento del capitale versato – chiarisce ancora il documento – siamo pronti ad accelerare i versamenti di capitale allo scopo di mantenere una proporzione minima del 15% tra il capitale versato e l’importo in essere delle emissioni del MES e a garantire una capacità di prestito effettiva congiunta di 500 miliardi di EUR.

Infine la zona euro e gli altri Stati membri esamineranno, e confermeranno entro dieci giorni, la messa a disposizione di risorse supplementari per il Fondo monetario internazionale fino a 200 miliardi sotto forma di prestiti bilaterali, allo scopo di dotare il Fondo di risorse adeguate per affrontare la crisi.