Vertice italo/spagnolo: Monti non vede Berlusconi come una minaccia

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 29/10/2012 - 16:36

Evitare di cadere nelle facili speculazioni. Questa la linea adottata in questi giorni dal Governo italiano di fronte alle esternazioni di Silvio Berlusconi che ha "minacciato" di sfiduciare Monti. La riprova si è avuta oggi nel corso della conferenza stampa congiunta a Madrid dopo il vertice bilaterale italo-spagnolo. "La minaccia di ritirare la fiducia a questo governo? Non è una minaccia per noi, non la vivremmo come tale. Non posso chiamare così qualcosa che non ci toglierebbe nulla". Così il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, dalla Moncloa rispondendo a una domanda di una giornalista. Monti ha poi aggiunto: "Non voglio speculare su questo, il nostro orizzonte temporale rimane la primavera 2013". La nostra presenza è stata richiesta per dare un contributo in un momento difficile di questo paese.

Parlando dello spread, che oggi è tornato a salire, Monti ha ammesso che ''il differenziale dell'Italia rispetto alla Germania è più alto di quanto giustificato dai fondamentali del mercato. Oggi per qualche ragione che mi sfugge è a 350, comunque decisamente meno dei 575 dell'anno scorso, ma sarebbe ragionevole avere uno spread più  basso ''. E a chi gli ha domandato direttamente se la corsa odierna del differenziale sia in parte condizionata dalle dichiarazioni del cavaliere il premier ha risposto: ''So che lei è un'analista competente, considererò questa ipotesi a cui non avevo pensato''.

Durante la conferenza stampa tra i due leader europei è arrivata anche la domanda su uno dei temi caldi della ultimo periodo, ovvero la richiesta di aiuti da parte della Spagna. Il presidente del Consiglio, Mariano Rajoy, ha affermato che "per ora non è un passo imprescindibile per la Spagna". Il governo di Madrid  si avvarrà  di "un salvataggio se lo riterrà opportuno e conveniente". Il punto più importante al momento è che "lo strumento esiste".

Sullo scudo antispread si è espresso anche Monti: "l'Italia si è battuta più di altri affinché questo strumento fosse creato" e "riteniamo che non sia nelle condizioni di dover attivare lo scudo antispread", ha ribadito il professore.

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