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Verso lo stop all’elicottero di Obama, Finmeccanica non vede impatti

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“Nessun impatto dal punto di vista finanziario”. E’ quello che secondo Finmeccanica conseguirebbe allo stop della commessa per il Marine One, l’elicottero del presidente degli Stati Uniti, aggiudicata a una cordata composta da Agusta-Westland (controllata dal gruppo italiano) e da Lockheed Martin. Il ministro della Difesa Usa, Robert Gates, che ieri ha presentato una proposta di tagli ai programmi di spesa, ha raccomandato al Congresso di bloccare il progetto a causa dei costi eccessivi. L’ordine, assegnato dall’amministrazione Bush, riguardava 23 elicotteri per un costo di 6,5 miliardi di dollari, nel frattempo lievitati fino a 13 miliardi. Per lo stop vero e proprio al programma occorre però che le proposte del Pentagono vengano accolte dal Congresso.


In serata, per mezzo di una nota, sono arrivate le precisazioni di Finmeccanica. Con riferimento al primo lotto, i “9 elicotteri (8 già consegnati) del valore di crica 3,7 miliardi di dollari – di cui circa 1 miliardo di competenza di Finmeccanica – esso ha già ottenuto dal Congresso degli Stati Uniti la copertura finanziaria”, si legge. Il gruppo romano spiega quindi che non ci saranno impatti dal punto di vista finanziario. Il secondo lotto non era invece stato inserito nel budget dei prossimi anni di Finmeccanica. “La cancellazione – prosegue la nota – non creerà quindi variazioni nelle guidance economico-finanziarie comunicate al mercato”. La cancellazione dell’ordine determinerebbe inoltre per Washington il versamento di ingenti penali, che secondo la comunicazione del gruppo guidato dall’a.d. Guarguaglini sarebbero “tali da compensare l’annullamento del contratto attualmente in corso”. Nonostante le rassicurazioni in apertura il titolo Finmeccanica cede il 3,5 per cento.