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Verso la ripresa dell’Europa: le opportunità di investimento per i prossimi 12 mesi

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Di seguito pubblichiamo un’analisi di J.P Morgan Private Bank sulla situazione economica europea. Gli esperti della società Usa si focalizzano in particolare sulle opportunità di investimento intraviste per i prossimi 12 mesi. Nella fattispecie J.P. Morgan Private Bank ritiene che l’Europa sia tornata ad essere interessante per gli investimenti e stia mostrando segnali di una cauta ripresa. Non mancano quindi opportunità di investimento sul comparto azionario europeo, dove il miglioramento dei fondamentali ha fatto aumentare la probabilità che i profitti corporate europei possano procedere verso una crescita positiva. 

Il famoso discorso di Draghi, in cui l’Euro veniva paragonato ad un calabrone, e la creazione del programma OMT sono stati avvenimenti importanti per la gestione della crisi perché hanno aiutato a rimuovere il rischio sistemico in Europa e, di conseguenza, reso gli asset europei nuovamente interessanti per gli investimenti.

Dal punto di vista economico, l’Europa sta mostrando segnali di una cauta ripresa. Dal punto di vista del mercato azionario, riteniamo che il miglioramento dei fondamentali abbia fatto aumentare la probabilità di vedere i profitti corporate europei procedere verso una crescita positiva. Gli ultimi 12 mesi hanno visto una rivalutazione del comparto azionario europeo, che partiva da livelli di stress. I prossimi 12 mesi saranno più incentrati sulla ripresa dei profitti, che porterà ulteriori ritorni positivi.

Desideriamo concentrarci sulla ripresa economica europea, poiché essa potrebbe essere lo stimolo per invertire la pluriennale sottoperformance di alcuni titoli azionari del Vecchio Continente.

Come partecipare al miglioramento economico dell’area?

Con un aumento del PIL stimato da J.P. Morgan Private Bank all’1,25% nel 2014, l’Europa funge ora da motore per la crescita delle società locali. Bisogna inoltre ricordarsi che ci sono, insieme all’Europa, altre aree di grande crescita nell’economia mondiale, alle quali vogliamo ancora accedere. Tra queste vi è la ripresa dell’economica degli Stati Uniti, che ci aspettiamo possa crescere più del 3% il prossimo anno, così come la continua crescita dei mercati emergenti. Nonostante i recenti timori di un rallentamento della crescita dei Paesi Emergenti, pensiamo che il trend di crescita strutturale di lungo termine rimanga valido per quanto riguarda il consumo; per esempio, Unilever ha da poco registrato una crescita a doppia cifra del suo business nei mercati emergenti, per il nono trimestre consecutivo.

Con l’allentamento della crisi, ci sono altre opportunità che iniziano a diventare interessanti; ripresa, ristrutturazione e rifinanziamento. Analizzando la nostra nuova prospettiva sull’Europa nei nostri portafogli, lo scorso anno abbiamo a iniziato a ridurre il nostro underweight sul Vecchio Continente, dopo l’annuncio del programma OMT da parte della Banca Centrale Europea. Di recente, abbiamo continuato ad aumentare l’allocazione sull’Europa e abbiamo ulteriormente ridotto il nostro underweight, alla luce del miglioramento dei fondamentali macroeconomici della regione.

Quali sono i potenziali rischi della nostra attuale visione riguardo all’Europa?

La principale preoccupazione sull’Europa fino ad oggi riguardava la sua abilità di far registrare una crescita dei profitti in un quadro economico debole. Ci sono ancora alcuni rischi al ribasso: le attese sugli utili sono diminuite nel 2013 e nel 2014. Il principale rischio è quello di dover assistere a un ritorno alla crescita degli utili più lento del previsto, con ulteriori revisioni al ribasso possibili nel caso di un rallentamento della crescita dei mercati emergenti. Un contraltare positivo a questi timori è costituito dai primi segnali di una ripresa delle M&A in settori come le telecomunicazioni, che potrebbero rivelarsi d’aiuto per le valutazioni, mentre il mercato attende la ripresa della crescita dei profitti.

Conclusione

Affinché le cose possano migliorare, devono prima smettere di peggiorare. Pensiamo che in Europa il peggio sia passato e che ci siano valide ragioni per continuare ad essere positivi sull’area. L’austerità fiscale sta diminuendo e ci aspettiamo che la crescita del PIL migliori. Anche con questo miglioramento, ci sono ancora ampie opportunità di un aumento degli utili, poiché gli indici PMI manifatturieri sono di nuovo in aumento e offrono ulteriore spazio di ripresa per i margini di profitto europei.

Il continuo sostegno offerto dalle Banche centrali, inoltre, fornisce alla regione un quadro stabile e, benché ci aspettiamo nuove difficoltà nel settore bancario, il clima istituzionale generale è più favorevole rispetto allo scorso anno.

Nei nostri portafogli, abbiamo investito in modo coerente con le nostre convinzioni e durante l’estate abbiamo aumentato l’esposizione sull’Europa. Guardando avanti, ci sono numerose vie tramite le quali i clienti possono accedere alle opportunità che vediamo nel Vecchio Continente. In generale, continuano a piacerci le società europee con esposizioni sui mercati esteri e caratterizzate da opportunità di crescita di lungo termine. Riteniamo che sia anche il momento di considerare società locali posizionate in modo da poter beneficiare da una o più delle opportunità europee che abbiamo descritto prima: ripresa, ristrutturazione e rifinanziamento.

Anche se abbiamo visto un miglioramento del sentiment verso l’area, la maggior parte degli operatori rimane sottopesata sull’azionario europeo, lasciando quindi spazio per ulteriori flussi di investimenti. Riteniamo che questi flussi agiranno da catalizzatori per un ulteriore rerating dei titoli azionari, poiché l’Europa è tornata ad essere nuovamente interessante in termini di investimenti. Le valutazioni sono ancora positive: lo sconto rispetto ai titoli azionari americani è ancora superiore al 20% su una base combinata di price-to-book e price-to-earnings.

Quest’anno, finora, i flussi sui mercati azionari sono stati diretti agli Stati Uniti e al Giappone, ma il trend ha iniziato a spostarsi. Nonostante abbiamo già aumentato le nostre allocazioni, la posizione underweight sull’Europa degli investitori globali è stata strutturale. Riconosciamo che servirà tempo per invertire questo posizionamento, ma la corrente ha iniziato a cambiare, creando quello che riteniamo un punto d’ingresso attraente per opportunità di investimento sull’azionariato europeo.