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Verso un mondo multipolare: dieci sfide per il 2017

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L’economia globale corre verso una forma più multipolare voltando le spalle alla globalizzazione dominante degli ultimi decenni. Il Credit Suisse Research Institute ha pubblicato lo studio intitolato “Getting over Globalization” (Oltre la globalizzazione) nel quale si sottolinea come l’economia mondiale vada assumendo una forma più multipolare, la cui stabilità dipende da una precoce instaurazione di istituzioni e apparati normativi adeguati. Numerosi sono i rischi quali l’aumento del protezionismo, guerre valutarie e conflitti geopolitici. “L’accettazione della strada verso il multipolarismo rappresenta una prospettiva più realistica, nonché di sicuro uno scenario preferibile a un esito quale la fine della globalizzazione – aggiunge Michael O’Sullivan, Chief Investment Officer International Wealth Management di Credit Suisse – .Tuttavia, coloro che continuano a credere fermamente nel mondo globalizzato a cui eravamo abituati resteranno delusi”.

Rischio tracollo commercio: ecco 10 sfide per il 2017
Se il 2016 è stato l’anno che ha “incrinato” la globalizzazione, nel 2017 si assisterà alla creazione di un mondo più multipolare, con il rischio di un tracollo dei traffici commerciali. Il rapporto del Credit Suisse mette in evidenza dieci aspetti a cui prestare attenzione in questo contesto.

1) Stato di salute del commercio – La ratifica della Trans Pacific Partnership (TPP) tra USA, Giappone e un gruppo di paesi asiatici e del Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) tra gli USA e l’UE appare ormai una chimera e si registra un crescente ostruzionismo commerciale, cosicché il ritmo e lo stato di salute del commercio mondiale costituiscono forse la variabile chiave da monitorare con la maggiore attenzione.

2) Debito – I tassi zero o addirittura negativi sembravano indicare il mondo potesse permettersi di ignorare il debito, e in molti casi assumerne ancora di più. Ma ora la risalita dei tassi potrebbe mettere sotto pressione talune società e paesi. La Banca dei Regolamenti Internazionali BRI avverte giustamente che i livelli di indebitamento mondiale sono attualmente più elevati di quelli del 2007.

3) Immigrazione – L’immigrazione costituisce probabilmente il tema politico più scottante in Europa, ed è uno dei principali motivi per cui nel Regno Unito molti hanno votato a favore della Brexit. L’UE ha bisogno di un piano per gestire i flussi migratori, facendo in modo che tutti gli Stati membri accettino un approccio comune e che l’argomento cessi di rappresentare un problema politico controverso.

4) Quando si verificherà la prossima recessione? – È possibile affermare che negli ultimi sette anni i prezzi di mercato abbiano scontato quattro recessioni. A fronte degli elevatissimi livelli del debito e dei bassi margini aziendali in Cina, e con la ripresa statunitense che inizia ad assumere vigore, la prossima recessione naturale non può essere troppo lontana.

5) ‘Scenario Stranamore’ – confronto militare accidentale o premeditato – Il Mar Cinese Meridionale è spesso menzionato dai commentatori come teatro di confronto e ampie dimostrazioni di forza, ma alla luce della complessità ancora maggiore assunta dalla guerra in Siria vi sono anche altre aree geografiche che potrebbero innescare un conflitto militare.

6) Attacchi stealth e cyberguerra – I cyberattacchi ai danni di aziende sono oggi piuttosto comuni, ma per ovvi motivi si sente parlare molto meno degli attacchi perpetrati agli Stati da parte di altri Stati. Potrebbe essere semplicemente una questione di tempo prima che una di queste aggressioni abbia risvolti imprevisti o provochi una risposta vigorosa.

7) Incidente a livello di banca centrale – Una mossa improvvida di politica monetaria potrebbe far perdere credibilità a una banca centrale – si immagini ad esempio la Bank of Japan che prova a stimolare eccessivamente l’inflazione, con un conseguente rally dello yen.

8) Persone stanche del consumismo – Il consumismo è stato uno dei pilastri della globalizzazione, soprattutto lo è ora in molti mercati emergenti. Le difficili condizioni del mercato del lavoro in alcuni paesi (nel 2015 i consumatori in Russia, Sudafrica e Turchia si sono detti pessimisti o comunque meno ottimisti circa le loro prospettive reddituali), le crescenti disuguaglianze a livello patrimoniale e un assottigliamento della classe media potrebbero tuttavia offuscare l’appeal degli stili di vita ‘aspirazionali’ e dell’acquisto di beni materiali.

9) Irrigidimento delle giurisdizioni multipolari – Forti della loro posizione di potenza geopolitica o economica, alcuni Stati potrebbero essere tentati di ignorare le leggi internazionali. Varie aree geografiche adottano quindi sempre più spesso un proprio ‘modo di fare le cose’ a discapito del commercio e, potenzialmente dei diritti umani.

10) Eventi climatici – Il cambiamento climatico costituisce parte integrante della globalizzazione sia in termini di effetti che quest’ultima ha prodotto sul clima, sia anche per quanto concerne i rimedi (sul piano normativo e tecnologico) che sono stati messi a punto per cercare di invertire questa tendenza. Il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato e una ripetizione di queste temperature potrebbe mettere in difficoltà molte imprese agricole e filiere alimentari, con conseguenti crisi umanitarie.