Verso il Fiat Day, Nomura e Goldman scommettono sul rispetto della guidance

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Nella mattinata di lunedì 25 il cda di Fiat esaminerà a Torino il preconsuntivo dell’esercizio 2009. Il consensus degli analisti stima per l’esercizio una perdita di poco superiore ai 300 milioni di euro, ma solo pochi giorni fa l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha parlato di conti 2009 migliori delle previsioni del mercato, aggiungendo che il 2010 andrà meglio del 2009 con o senza incentivi. Parole che urtano contro la lamentata mancanza di visibilità su 2010 e 2011, secondo alcuni analisti dovuta principalmente alle incertezze sul rinnovo degli incentivi, vera molla che ha consentito il rimbalzo del mercato nella seconda parte del 2009. E proprio sull’outlook 2010 verteranno con buona probabilità le domande degli analisti nella conference call che seguirà la presentazione dei risultati e che dovrebbe prendere il via attorno alle 16.00 italiane.


I commenti di Marchionne stanno tuttavia rappresentando un faro per le previsioni più aggiornate. Prova ne è il graduale miglioramento delle stime medie raccolte da Bloomberg. Chi ha avuto la possibilità di esprimersi per ultimo in ordine di tempo, come ha fatto Nomura in un report settimanale pubblicato oggi, ha così potuto alzare la posta. “A seguito dei recenti commenti del ceo Marchionne – si legge nel documento – i risultati annuali di Fiat potrebbero centrare la guidance aziendale di 1 miliardo di euro in termini di trading profit e di debiti netti al di sotto dei 5 miliardi”. 
Nel maggio scorso il gruppo del Lingotto aveva indicato obiettivi di utile netto per il 2009 pari a oltre 100 milioni e debito netto industriale a 5 miliardi.

Il medesimo parere è stato espresso sempre oggi anche da un report di Goldman Sachs: risultati annuali in linea con la guidance e possibile sorpresa positiva alla voce indebitamento. Non è un caso che gli stessi analisti abbiano provveduto a ritoccare da 14 a 16 euro il prezzo obiettivo per il titolo della casa automobilistica.


Considerazioni evidentemente diverse da quelle espresse solo ieri da JpMorgan e BofA Merrill Lynch e ultimate prima che le parole di Marchionne rimbalzassero sulle agenzie e sui principali quotidiani. Le due banche avevano infatti tagliato il rating rispettivamente da neutral ad underweight e da buy a neutral.


L’altro punto interrogativo degli analisti riguarda l’operazione Chrysler. Questa settimana al salone di Detroit per la prima volta Ferrari e Maserati sono state ospitate negli spazi degli stand della casa statunitense al fianco di marchi che hanno fatto lo storia dell’automobilismo a stelle e strisce come Dodge e Jeep.  Eppure Chrysler continua a essere un oggetto misterioso per gli analisti che seguono il titolo Fiat. Le valutazioni degli esperti spaziano da quelle che vedono in Chrysler un valore pari a zero per Fiat fino a quelle secondo le quali la partecipazione varrebbe fino a 2 euro sul prezzo del titolo del gruppo di Corso Marconi.