1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

I venti di recessione si estendono alle Borse asiatiche, l’Europa tiene in avvio

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Chiusure pesantissime ovunque, da Wall Street all’Asia e aperture ancora negative per le Piazze europee. E’ questa la risposta dei mercati ai dati macroeconomici venuti nel pomeriggio di ieri dagli Stati Uniti. Così come avevano già fatto i listini del Vecchio continente nella seconda parte della seduta di ieri, gli indici internazionali hanno risentito delle sempre maggiori probabilità di recessione negli Usa emerse dal dato sull’andamento del settore dei servizi a stelle e strisce, calato ieri per la prima volta dall’ottobre 2001 sotto la soglia rilevante dei 50 punti, indicando una contrazione dell’attività. A spaventare gli operatori è però soprattutto il brusco calo rispetto alla lettura del mese precedente. L’indice (comunicato con un’ora di anticipo rispetto all’orario prestabilito) è sceso infatti da poco meno di 54 punti a quota 41,9, cogliendo di sorpresa gli operatori.


 

A New York gli indici maggiori hanno lasciato sul terreno circa tre punti percentuali. Il Dow Jones ha perso il 2,93%, il Nasdaq il 3,08% e l’S&P500 il 3,20%. In Asia, nonostante scambi ridotti per la festività del capodanno lunare che ha tenuto chiuse le piazze di Shanghai, Seul, Taipei e a orario ridotto Hong Kong, le perdite sono state anche più forti. Tokyo ha lasciato sul terreno il 4,7% e Hong Kong il 5,4%. Ribassi sopra il 3% anche per Singapore e Bombay.


 


L’Europa riesce invece a contenere le perdite. A Francoforte l’indice Dax registra nelle prime battute una flessione dello 0,58% mentre a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,68%. Ancora meglio fa Milano, dove i maggiori indici si muovono vicino alla linea della parità. Il Mibtel viaggia nel momento in cui si scrive a 25642 punti (-0,11%) e l’S&P/Mib è sostanzialmente invariato a 33662 punti (-0,04%).


 


Intanto la Federal Reserve ha annunciato un’audizione straordinaria del suo presidente, Ben Bernanke, il prossimo 14 febbraio davanti alla Commissione bancaria del Senato Usa. Oggetto dell’incontro la discussione dello scenario economico.