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Ventata di ottimismo a Wall Street in attesa di Jackson Hole

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Le deboli indicazioni macro arrivate anche ieri non hanno pesato su Wall Street, alimentando invece le attese per future mosse della Federal Reserve per stimolare la crescita. Il Dow Jones ha così terminato in rialzo di quasi 3 punti percentuali (+2,97% a 11.176,76 punti). Rialzi più sostenuti per   S&P 500 (+3,43% a 1.162,35) e Nasdaq (+4,29% a 2.446,06). Nell’ultimo mese lo S&P 500 è arrivato a cedere circa il 16% rispetto ai livelli del 22 luglio con le valutazioni societarie scese ai livelli più bassi a 2 anni e mezzo (11,3 volte gli utili attesi).


I riflettori sono già tutti rivolti verso l’appuntamento di venerdì a Jackson Hole quando alle 16.00 ora italiana parlerà il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, in occasione della riunione annuale dei banchieri centrali. Proprio un anno fa nella stessa occasione Bernanke aveva aperto la strada al varo di un secondo piano di quantitative easing favorendo la ripresa del mercato azionario e un veloce deprezzamento del dollaro. Il QE2 da 600 miliardi di dollari partì poi a novembre 2010. L’attuale rallentamento economico degli Stati Uniti ha aumentato le pressioni per un terzo round di acquisti di titoli di stato. La Fed però potrebbe essere frenata dal nuovo focolaio inflattivo con i prezzi al consumo saliti dello 0,5% m/m a luglio (+3,6% a/a). Un anno fa l’inflazione “core”, ossia al netto delle componenti cibo ed energia, era solo dello 0,9% rispetto all’1,8% attuale. Questa settimana ci sarà anche l’importante banco di prova della seconda lettura del pil statunitense del secondo trimestre che secondo le attese di mercato dovrebbe evidenziare un +1,1% annualizzato rispetto al +1,3% della prima lettura flash.


I dati macro arrivati ieri hanno ribadito il momento difficile attraversato dall’economia a stelle e strisce. Ad agosto l’indice manifatturiero Richmond Fed si è attestato a -10 punti, contro i -5 punti pronosticati alla vigilia dagli analisti mentre il mese scorso le vendite di nuove case sono scese a 298 mila unità. Ieri Wall Street ha snobbato anche il terremoto di magnitudo 5,8 gradi Richter che ha colpito la zona di Washington. L’epicentro è stato localizzato in Virginia, a soli 100 metri di profondità.


Il rimbalzo di ieri della Borsa di New York ha coinvolto tutti i settori, in primis industriali, energetici e finanziari. Tra questi ultimi unica nota stonata è stata Bank of America (-1,87%) scesa ai minimi a 2 anni e mezzo. Crescono i timori che BofA necessiti di nuove ingenti iniezioni di capitale. Per il comparto bancario buone notizie sono invece arrivate dalla Federal Deposit Insurance Corporation. L’organismo Usa di assicurazione dei depositi in un report ha rilevato che nel secondo trimestre 2011, per la prima volta dal 2006, è diminuito il numero di banche in difficoltà. La Fdic ha inoltre evidenziato come dopo 3 anni siano cresciuti i prestiti concessi dagli istituti Usa.