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Veneto Banca, obiettivo tornare all’utile nel 2016 e in Borsa a gennaio

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C’era molta attesa per il nuovo piano industriale di Veneto Banca presentato ieri a Montebelluna e le aspettative non sono state certamente disattese. 

Nuovo piano industriale, obiettivo utili fin da subito

Il nuovo piano presentato dal neo amministratore delegato Cristiano Carrus ha evidenziato con forza uno dei punti focali della società: tornare all’utile a partire dal 2016, interrompendo quindi la striscia di quattro anni di perdite consecutive. 
Il nuovo piano industriale al 2020 della oramai quasi ex popolare punta a un coefficiente common equity tier 1 sopra il 13% già nel 2018. Inoltre la banca punta ad avere un rapporto cost/income sotto il 50% e a migliorare la qualità degli asset con una riduzione dei crediti deteriorati sotto il 20% al 2020. Nell’arco dell’intero piano Veneto Banca punta a raggiungere un Rote attorno al 7%, “al lordo dei dividendi che possiamo provare a tornare a distribuire non prima però del 2018“. Il common equity tier 1 e’ visto al 14% nel 2018 e al 16% nel 2020 e l’incidenza dei crediti deteriorati rispettivamente al 24% e al 20% (dal 27% di fine 2015).

Prossimi step: trasformazione in Spa, poi direzione Borsa

Target di risultati sicuramente ambiziosi per un piano che sulla carta appare fin da subito impegnativo. Senza dimenticare che la popolare dovrà affrontare a breve l’assemblea degli azionisti per varare la trasformazione in Società per Azioni e puntare successivamente alla quotazione in Borsa. Il tutto condito da un aumento di capitale fino a un miliardo di euro annunciato nelle ultime settimane.
“Chiederò ai soci attuali e ai soci futuri di essere soci del territorio che voglio premiare, certo in primo luogo con una banca che va meglio e poi per distribuire risorse soprattutto in questo territorio”, ha dichiarato l’ad Carrus che ha aggiunto ”se ipoteticamente, come Spa, la maggioranza dei miei azionisti fosse negli Stati Uniti dovrei distribuire risorse soprattutto in quel territorio. Io auspico che questo accada, ma in misura soltanto di diversificazione e non in misura preponderante”.

Esuberi, tagli e prepensionamenti in arrivo

Non saranno comunque solo rose e fiori per Veneto Banca. Soprattutto per i dipendenti. 
Il piano 2015-2020 prevede entro il 2020 circa 430 esuberi e la chiusura di 130 filiali. Passi necessari per raggiungere l’obiettivo di risparmi complessivi di 19 milioni di euro. Ricordiamo inoltre che la banca entro la prossima primavera dovrà realizzare un aumento di capitale da 1 miliardo di euro per far fronte alla perdita da 968 milioni registrata nel 2014 e al rosso evidenziato nel primo semestre dell’anno. Per questo è ipotizzato dalla maggior parte degli analisti che Veneto Banca sia costretta a fare ricorso a piani di pensionamento e pre-pensionamento, ottimizzando il turn over del personale, contenendo il numero dei dirigenti ed estendendo l’utilizzo del part-time.
Da calcoli effettuati da esperti del settore risulta che potrebbe essere coinvolto in questo processo circa l’8% dell’intera forza lavoro.