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Vendite sui listini statunitensi, finanziari sotto attacco

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Indicazioni macroeconomiche sotto le stime e i 29 dollari del Wti penalizzano Wall Street: a meno di tre ore dalla chiusura degli scambi il Dow Jones segna un calo del 2,95%, lo S&P500 scende del 2,71% e il Nasdaq registra un -3,33%. Indicazioni sotto le stime quelle arrivate dalla produzione industriale (-0,4%), dall’Empire State Manufacturing (-19,37 punti) e dalle vendite al dettaglio (-0,1%). In linea con il consenso il -0,2% mensile registrato dai prezzi alla produzione e migliore del previsto l’indice preliminare che misura la fiducia dei consumatori calcolato dall’Università del Michigan, salito a 93,3 punti (da 92,6).

Dopo il -4,71% del comparto energetico e il -3,59% dei titoli legati alle risorse di base, il calo maggiore è registrato dai finanziari (-3,35%). All’interno del comparto spicca il -4,02% di Goldman Sachs che ha raggiunto un accordo con le autorità americane per chiudere la vicenda dei Residential mortgage backed security, i titoli legati ai mutui subprime venduti tra il 2005 e il 2007. La banca ha patteggiato con il Dipartimento di Giustizia americano, con i procuratori degli Stati di New York e Illinois, la National credit unione administration e le Federal home loans banks di Chicago e Seattle, una multa di 5,1 miliardi di dollari.

In evidenza anche Citigroup (-6,54%), che ha terminato il quarto trimestre con un utile di 3,34 miliardi di dollari e un fatturato di 18,5 miliardi, Wells Fargo (-4,13%), che ha deluso sul fronte ricavi, e BlackRock (-6%), che ha visto l’utile per azione adjusted attestarsi a 4,75 dollari, cinque centesimi in meno rispetto al consenso.