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Vendite al dettaglio: Confcommercio, dato ingannevole. Fiducia già in calo per aumento Iva

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Il dato sulle vendite al dettaglio è ingannevole. Questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio, secondo cui la fiducia era già in calo a causa dell’aumento dell’Iva. “La stabilizzazione durante il mese di agosto è coerente con il quadro di moderato miglioramento della fiducia di famiglie e imprese maturato tra giugno e settembre, grazie a dinamiche inflazionistiche molto contenute e a un insieme di interventi che avevano interrotto il trend di crescita del carico fiscale, come la cancellazione della prima rata dell’Imu e il rinvio dell’Iva da luglio a ottobre. Un quadro che, purtroppo, ha avuto una brusca inversione di tendenza dovuta all’aumento dell’Iva scattato ad ottobre e infatti l’indicatore della fiducia è immediatamente calato riportandosi al di sotto dei livelli di luglio testimoniando la reazione negativa delle famiglie di fronte al nuovo aumento della pressione fiscale. I quattro miliardi di gettito atteso per il 2014 dal passaggio dell’aliquota standard dal 21 al 22% pesano molto di più dei benefici attesi dalle maggiori detrazioni per lavoro dipendente e dalla riduzione del costo del lavoro (in totale 2,7 miliardi di euro) prospettati nella Legge di Stabilità. E’ dunque evidente che, se nel percorso parlamentare non ci saranno miglioramenti a questo provvedimento, con l’attuale scenario, le prospettive di ripresa a breve si riducono e si allontanano”.