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Vendere titoli Usa dopo un mese dal cambio del governatore

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Secondo uno studio curato dagli analisti di Julius Baer, i listini Usa fanno registrare una crescita nei tre mesi che precedono il cambio della guardia e nel mese successivo all’insediamento del nuovo governatore della Fed, per poi ridimensionarsi con forza nei tre mesi successivi. Il cambio della guardia alla Federal Reserve aprirà una nuova fase nella storia di Wall Street. A fine gennaio il mercato si lascerà alle spalle 18 anni e mezzo nei quali ha imparato a convivere con l’ambiguità di Alan Greenspan. Adattarsi alla novità non sarà facile. Per gli investitori privati ed istituzionali si presenta il problema dell’individuazione delle modalità da seguire per affrontare senza problemi il cambio. Nel corso dei decenni, i mercati hanno dovuto imparare ad interpretare i comunicati dei 13 governatori che si sono succeduti alla guida della Banca Centrale Usa a partire dal 1914. La storia della Fed dimostra sia che le transizioni non sono mai state semplici, sia che i cambi al potere tendono a provocare un aumento della volatilità nei mercati. L’analisi dell’andamento seguito dall’indice Standard and Poor’s evidenzia una certa regolarità nel trend seguito prima e dopo la nomina di un nuovo governatore. Uno studio realizzato dal team di analisti di Julius Baer suggerisce che il miglior modo per cercare di anticipare gli effetti derivanti dall’insediamento del nuovo presidente della Federal Reserve consisterebbe nel mantenere inalterata la quota di portafoglio investita nei titoli azionari Usa fino ad un mese dopo il suo insediamento. Le conclusioni del team indicano che i mercati statunitensi fanno registrare una crescita nei tre mesi che precedono il cambio della guardia e nel mese successivo all’insediamento, per poi ridimensionarsi con forza nei tre mesi successivi. Pertanto, basandosi su questa valutazione, una possihbile strategia consisterebbe nell’acquisto di azioni Usa alla fine di ottobre, e nella vendita dei titoli a fine febbraio. Il team di Julius Baer è giunto a queste conclusioni dopo aver analizzato il comportamento dello Standard and Poor’s 500 Index nei periodi in cui si sono verificati gli avvicendamenti alla guida della Fed. La reazione negativa del trimestre successivo al primo mese post insediamento viene addebitata alle incertezze provocate dalle valutazioni sulle capacità del nuovo governatore di riuscire a garantire la continuità nella politica monetaria adottata dalla Banca Centrale. “E non vanno assolutamente sottovalutati gli squilibri che caratterizzano l’economia statunitense”, si legge nel report curato dal team di Julius Baer. Ben Bernanke non avrà un compito facile. Greenspan ha pilotato con successo l’economia del paese ma lascerà un’eredità difficile al suo successore. La transizione risulterà complessa e permeata da un surriscaldamento del mercato immobiliare e da un tasso di inflazione in crescita (senza dimenticare l’enorme squilibrio generato dai deficit gemelli del paese). A cura di www.fondionline.it