Varata la fusione Ifi-Ifil, restano a bocca asciutta gli azionisti privilegiati

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 09/09/2008 - 09:37

Una fusione per incorporazione senza conversione delle privilegiate. Ripartirà da qui il nuovo assetto della catena di controllo che lega la famiglia Agnelli a Fiat. Sparisce dunque un anello, Ifil, e nasce una nuova Ifi che sarà controllata al 59,2% dall'accomandita di famiglia, la Giovanni Agnelli & C. Sapa.

Al termine dell'operazione saranno tre le categorie di titoli quotati. Verrà infatti richiesta l'ammissione alla quotazione delle azioni ordinarie e di risparmio dell'Ifi, che saranno oggetto di concambio con titoli Ifil in ragione di un rapporto di 1:0,625. In sostanza 3,77 titoli Ifil daranno diritto a una nuova azione ordinaria Ifi. Alla fine all'accomandita faranno capo il 45,2% del capitale votante della nuova Ifi e un flottante leggermente sotto il 55%, una quota superiore a quelle ad oggi detenute nelle singole Ifil (38,9%) e Ifi (24,5%).

La mossa appare quindi ben congegnata al fine di mantenere la presa della famiglia Agnelli su un insieme di asset che oltre al 30% di Fiat comprende anche le quote in Sgs, Sequana, Alpitour, Cushman & Wakefield e Juventus. Come prenderà però il riassetto il mercato? Da un lato la creazione delle premesse per la riduzione dello sconto holding applicato dal mercato al valore degli attivi, che da Torino misurano in un mancato riconoscimento di valore del 35%, è senza dubbio positivo, dall'altro però a molti potrebbe restare l'amaro in bocca per l'assenza di una conversione delle privilegiate che era tra le ipotesi circolate fin dall'acquisto da parte dell'accomandita delle azioni Ifi vendute dal fondo Amber a fine agosto. Non è un caso che le privilegiate abbiano aperto le contrattazioni con un calo di oltre l'11% a 12,82 euro, che riporta i titoli al valore precedente all'operazione con Amber e all'emergere dei rumor di un riassetto. Positiva invece l'accoglienza dell'operazione con riferimento alle Ifil ordinarie (+11,06% a 4,46 euro) e alle risparmio (+3,74% a 3,69 euro).

Presidente della nuova Ifi sarà John Elkann, mentre amministratore delegato sarà Carlo Sant'Albano, attualmente a.d. di Ifil. A fine mese si terranno due board per l'approvazione del progetto, mentre a fine novembre all'approvazione dell'operazione saranno chiamate le assemblee dei soci.

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