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Valute: il real brasiliano si difende contro il dollaro Us, ma quanto durerà?

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Il real brasiliano nel 2016 è stata la valuta emergente più apprezzata dagli investitori, grazie ad un clima politico più disteso e ad una ripresa dei corsi azionari nel Paese. Anche il nuovo anno sembra esser iniziato bene anche se per Vincenzo Longo, analista di IG, non è detto che il trend positivo possa continuare fino a fine anno

Andamento del cross valutario usd/brl nel 2016 e inizio 2017
Con un apprezzamento di circa il 18% nei confronti del dollaro americano la divisa brasiliana ha chiuso il 2016 come miglior valuta fra gli emergenti con una performance di rispetto anche al cospetto delle valute dei Paesi avanzati.

Mentre altre valute emergenti soffrono la forza del dollaro in questo primo scorcio di anno (si veda lira turca e peso messicano) il real sta evidenziando un comportamento “sganciato”, grazie alla dinamica di reflazione in atto negli Stati Uniti ed alla ripresa dei prezzi delle materie prime.

“Fino ad ora l’andamento del real è stato premiato da un 2016 meno incerto dal punto di vista politico, dopo l’arrivo di Michel Temer al Planalto, e dalla ripresa dei prezzi delle commodity, in primo luogo quelle coloniali come zucchero e caffè di cui il Brasile è il maggior esportatore mondiale” ha spiegato Vincenzo Longo, analista di IG, intervistato da Borse.it sul tema.

“Non è detto – prosegue Longo – che nel 2017 questo trend possa proseguire. L’inflazione nel Paese si sta allontanando dai target della Banca centrale nazionale, nella parte basse del 6% e dunque l’istituto potrebbe stemperare il clima sul real con un taglio dei tassi d’interesse di mezzo punto percentuale, dall’attuale 13,75% al 13,25%”. Le attese degli analisti censiti da Bloomberg vanno esattamente in tal senso. Oggi in serata è prevista una riunione del board del Banco centrale che deciderà sulla mossa da effettuare.

Anche la Borsa di San Paolo è cresciuta molto nel 2016, con l’indice Bovespa salito sul podio dei maggiori rialzi a livello mondiale. “I segnali di una ripresa arrivano anche dal miglioramento del Pil del terzo e quarto trimestre, in parte attribuibile all’effetto Olimpiadi, e da alcuni dati come ad esempio le vendite auto sug-geriscono un cauto ottimismo” sostiene l’esperto.