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Valute: febbre da elezioni prevale su fondamentali economici, il dollaro perde terreno

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Sul mercato valutario il dollaro americano soffre la crescente incertezza che caratterizza il confronto elettorale fra Donald Trump ed Hillary Clinton. Secondo gli ultimi sondaggi il Tycoon avrebbe agganciato la rivale democratica nella corsa per insediarsi alla Casa Bianca.

Quando mancano meno di 7 giorni alla chiamata alle urne, il sentiment sulle elezioni domina la scena dei mercati finanziari e sembra indirizzare i flussi monetari anche per quanto concerne il mercato delle valute. Il Dollar Index è sceso di circa l’1,75% rispetto ai massimi relativi dello scorso 25 ottobre, quando erano stati raggiunti i livelli di febbraio. Il cambio contro l’euro è in risalita questa mattina in area 1,1095 dopo aver toccato un massimo da tre settimane a 1,11.

Stasera è in agenda la riunione della Federal Reserve, cui non seguirà la consueta conferenza stampa. La possibilità di un ritocco al costo del denaro in questa riunione è praticamente a zero, mentre invece è salita al 68% la possibilità che Janet Yellen rialzi il tasso di riferimento Fed di 25 punti base a dicembre. A sostegno di queste ipotesi vi sono i fondamentali. Il Pil del terzo trimestre ha evidenzia-to la maggior crescita da due anni e, stando a quanto dichiarano gli esponenti Fed favorevoli ad una stretta di politica monetaria, i target di inflazione ed occupazioni sarebbero raggiunti.

Ma secondo gli analisti finanziari una vittoria democratica potrebbe rischiarire gli umori e far tornare il biglietto verde a correre. Corsa che sarebbe ancor più accelerata se supportata da evidenze positive sul fronte macroeconomico. In questo senso gli altri grandi catalizzatori dei movimenti sul valutario saranno i dati sul mercato del lavoro e sui “non-farm payroll” in uscita venerdì.