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Valutazioni appetitose, cauto ottimismo da case d’affari

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L’incertezza regna ancora sovrana sui mercati finanziari all’indomani del corposo taglio dei fed funds apportato dalla Federal Reverse. Mossa a sorpresa che potrebbe essere seguita da un altro taglio nella riunione ufficiale prevista settimana prossima in modo da tamponare al meglio il rallentamento dell’economia Usa. Le case d’affari hanno subito messo mano alle loro previsioni di taglio dei tassi con gli esperti di Barclays Capital Research e quelli di Goldman Sachs che ora si aspettano subito un ulteriore taglio di 50 basis point con tassi che scenderebbero quindi al 3% rispetto al 4,25% di inizio anno.
“L’azione della Fed – rimarca oggi Credit Suisse – è chiaramente dettata dal panico. Un’azione senza precedenti negli ultimi 20 anni e ora addirittura i future Us scontano tassi al 2% entro ottobre”. E secondo la casa d’affari elvetica è difficile attendersi fed funds più bassi a meno di notizie ancora più negative sul fronte macro rispetto alla situazione attuale. Le notizie positive per gli investitori non mancano. Il Credit Suisse ritiene infatti che nel prossimo mese c’è da attendersi un corposo rimbalzo dei mercati nell’ordine del 5-10%, ma per parlare di ritorno a un mercato Toro bisognerà attendere ulteriori segnali come ad esempio il taglio dei tassi di interesse anche nell’Eurozona, che non dovrebbe arrivare prima di aprile.


Parlano invece di imminente rally da “bear market” gli esperti di Morgan Stanley riferendosi all’azionario Europa con l’MSCI Europe che viaggia il 20% circa sotto i massimi toccati lo scorso luglio. Il broker statunitense rimarca come il sentiment attuale è molto “bearish” e le valutazioni sono divenute molto attraenti, pertanto è a loro giudizio un momento da sfruttare per fare “acquisti tattici” nel corso dei prossimi 3-6 mesi. Morgan Stanley ha pertanto aumentato la propria esposizione sull’equity rispetto a cash e obbligazionario ritenendo che in uno scenario Orso il rischio di ulteriore discesa è limitato al 4% per l’MSCI Europe rispetto ai livelli attuali. A livello settoriale i preferiti sono pharma, assicurativi e telefonici, mentre il consiglio è “underweight” su utilities, industriali e oil.

Valutazioni “cheap” anche secondo gli strategist di Lehman Brothers che già ieri, prima della mossa Fed, avevano ammonito circa le buone opportunità presenti sul mercato attuale. Lehman, facendo una diagnosi sulla situazione dell’equity europeo, ritiene che il mercato stia già prezzando al 100% la possibilità di recessione negli Usa e all’84% quella di impatti similari sugli utili del corporate Ue. “Le valutazioni espresse dai mercati azionari non sono mai state così a buon mercato negli ultimi 30 anni – si legge nell’equity strategy di Lehman – con il global P/E pari a 11,7 volte. Ora il timing è cruciale e bisogna essere consci che la recessione è diventata una realtà per gli Usa e il recupero dell’azionario in tali casi richiede più tempo”. Alla luce delle basse valutazioni attuali, il recupero delle recenti perdite dovrebbe materializzarsi nell’arco dei prossimi 12 mesi e pertanto sono presenti sul mercato delle buone opportunità d’acquisto da qui a fine anno. Più cauta Citigroup che vede un mercato “molto selettivo” con un possibile recupero deciso solo nella seconda metà dell’anno nonostante il grosso della discesa sia già alle spalle.


Infine, consigliano di riempire nuovamente il portafoglio di azioni anche da Euromobiliare, la cui view sui mercati è passata da “negativa” a “positiva”. Gli esperti della sim milanese, pur temendo che probabilmente il mercato azionario possa testare nuovi minimi, ritengono che “ai prezzi attuali si deve iniziare a comprare, perchè oggi le condizioni ci sembrano decisamente migliori”. I motivi di ottimismo sono sostanzialmente tre:  la recessione in USA è data per probabile e quindi almeno in parte scontata dai mercati; la correzione degli indici somiglia a quella che di solito avviene durante una recessione (in media lo S&P500 perde il 24% contro il -17% attuale dai massimi); terzo, le valutazioni sono sui minimi storici. “Se non vogliamo usare il PE (10,7 volte sul 2008) perché c’è poca visibilità sugli utili, possiamo fare affidamento al dividend yield, assai meno volatile: oggi il mercato italiano ha uno yield del 4,6%. Per trovare un rendimento simile dobbiamo andare al 1984”, sottolinea Euromobiliare che snocciola anche i suoi titoli consigliati in Italia: Mediobanca, Popolare Milano e Unicredito tra le banche; Generali e Milano Ass. tra le assicurazioni; Lottomatica, Impregilo, Buzzi e/o Italcementi, Benetton tra le non finanziarie. Infine, le small cap consigliate sono Esprinet, Marazzi, Coin e Snai.