Vacanza in automobile: l'equilibrio tra risparmio e desiderio di libertà

Inviato da Redazione il Lun, 16/07/2012 - 16:30
L'automobile, inseparabile compagna di viaggio in questo tempo di vacanze. Secondo i dati emersi dalla ricerca "Stetoscopio - Il sentire degli assicurati italiani", promossa dalla compagnia online Quixa e condotta da MPS Marketing Problem Solving, sono tanti e diversi i motivi per cui l'86% degli italiani usa l'auto sui lunghi tragitti invece di ricorrere ad altri mezzi di trasporto. Benché il 91% degli intervistati ritenga che sia una scelta molto costosa, la maggioranza ammette che muoversi in macchina per le vacanze consente di sentirsi indipendenti (83%) e di trasportare più bagagli (72%). A spostarsi in macchina sulle strade in estate sono spesso anche coloro che, dopo un anno di lavoro in Italia, fanno rientro al proprio paese d'origine: in questo caso l'automobile risulta una scelta vantaggiosa perché consente di spostarsi velocemente, seguendo un tragitto diretto senza cambi e scegliendo in piena libertà le date di partenza e ritorno. Nei caldi week-end estivi, non mancano neanche i turisti mordi-e-fuggi, che viaggiano su quattro ruote per raggiungere le mete delle loro brevi gite "fuori porta"il più velocemente possibile e in piena autonomia, senza dipendere ad esempio, da orari e tragitti dei mezzi pubblici.
L'apparente maggiore costo di andare in vacanza in auto si traduce perciò in un vantaggio in termini di comodità, anche se non tutti gli intervistati sono felici della scelta di viaggiare con la propria vettura. Non mancano, infatti, le preoccupazioni legate ai possibili inconvenienti che dovessero accadere lontano da casa, temuti da oltre un quarto degli intervistati (26%).
In generale, il 38% degli intervistati sono gratificati dalla vacanza in auto. Si tratta di una categoria maschile di automobilisti esperti, che non si pone problemi di gestione di un'auto nemmeno all'estero. Solo il 2% teme eventuali inconvenienti lontano da casa e tutti dichiarano di sapere cosa fare in caso di guasto. Rispetto agli altri profili, i "gratificati" risultano meno preoccupati della crisi economica e dei conseguenti "costi" legati all'utilizzo dell'automobile. Solo il 34%, infatti, sceglie altri mezzi per le vacanze per risparmiare.
Di avviso differente sono gli "obbligati" (31%), prevalentemente donne lavoratrici, che usano molto l'auto, ma non sono soddisfatti di questa decisione. L'automobile viene vissuta come una scelta obbligata, dettata da necessità indipendenti dalla propria volontà. La utilizzano soprattutto per tornare al paese di origine e per trasferte in Italia o all'estero con la famiglia, perché è l'unico modo per contenere i costi, trasportare molti bagagli e avere autonomia in caso di emergenza.

Poca soddisfazione emerge anche dagli "scontenti" che rappresentano il 17% degli intervistati, soprattutto uomini e le fasce più attive professionalmente, costretti ad un uso ridotto dell'automobile per una questione di costi.
Chi invece utilizza poco l'auto ed è soddisfatto della propria decisione, è il campione degli "spensierati" (14%), prevalentemente possessori di case di proprietà e professionalmente poco attivi.
Optano per mezzi alternativi (treno o aereo) per ogni spostamento al di fuori del proprio territorio perché li considerano la soluzione più comoda e adatta a loro. In particolare l'84% preferisce non usare l'auto all'estero in quanto è considerata una potenziale fonte di problemi, in particolare "in trasferta", e non si ritengono capaci di fronteggiare gli eventuali inconvenienti. La scelta di mezzi diversi risponde, quindi, all'esigenza di "partire senza pensieri", delegando ogni responsabilità. Si tratta prevalentemente di persone che a livello socio-economico sembrano aver raggiunto una buona stabilità, per le quali il driver del risparmio è importante ma secondario rispetto agli altri profili e il ricorso frequente a mezzi alternativi è vissuto come una scelta che non intacca il proprio senso di autonomia ed indipendenza anche in vacanza. Non sono particolarmente preoccupati per il periodo di crisi, in quanto sentono di essere sufficientemente padroni della situazione.
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