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V. Longo: un ulteriore rallentamento degli Usa potrebbe spingere l’oro a 1.725 dollari

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Settimana con il segno più per le quotazioni dell’oro. Nonostante le vendite registrate oggi in scia delle notizie in arrivo da Spagna e Cina, il metallo giallo ha chiuso l’ottava in area 1.660 dollari l’oncia, l’1,7 per cento in più rispetto alla settimana precedente.

I prezzi hanno beneficiato delle indicazioni sotto le stime arrivate nelle ultime sedute dal mercato del lavoro statunitense. Dopo la crescita delle buste paga inferiore alle attese (+120 mila vs le oltre 200 mila del consenso) a marzo, ieri il Dipartimento del Lavoro ha annunciato che la scorsa settimana le nuove richieste di sussidio sono salite da 367 a 380 mila unità. Secondo gli operatori un peggioramento della congiuntura statunitense potrebbe convincere la Federal Reserve ad approvare una terza manovra di easing (QE3) e quindi spingere al rialzo il prezzo dell’oro.

“Se i prossimi dati dovessero confermare un rallentamento della prima economia -ha commentato Vincenzo Longo nel Commodities Focus di IG Markets- le quotazioni del metallo giallo potrebbero salire a 1.725 dollari/oncia nel brevissimo termine”. “Riteniamo -continua Longo- di poter collocare il supporto settimanale a 1.630 dollari, minimo dal 10 aprile, mentre i principali obiettivi rialzisti restano 1.685 e 1.700 dollari”.