V. Longo: il rame non ha risentito dell’incremento delle scorte cinesi

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Settimana di consolidamento per le quotazioni dell’oro. Dopo aver toccato ieri un minimo in quota 1.645 dollari, in questo momento i prezzi del metallo giallo si attestano a 1.669 dollari l’oncia. Oggi le quotazioni hanno beneficiato dell’intonazione positiva dei listini finanziari a seguito dell’incremento a 800 miliardi del firewall europeo. “Riteniamo -ha commentato Vincenzo Longo nel Commodities Focus di IG Markets- di poter collocare il supporto settimanale a 1.630 dollari, ai minimi del 22 marzo, mentre i principali obiettivi al rialzo restano 1.685 e 1.700 dollari/oncia”.

Poco mosso anche il rame, che in questo momento scambia a 8.430 dollari la tonnellata. “Per il momento -rileva Longo- il metallo non sembra risentire dell’aumento delle scorte, il primo delle ultime 5 settimane, sul mercato cinese”. Il metallo sembrerebbe aver assorbito bene anche il downgrade da parte dei “perma-bulls” (“tori-permanenti”) di Goldman Sachs che alla luce dei recenti rialzi (+11% da inizio anno) hanno ridotto la view di breve termine a “neutral” dal precedente “overweight”.

Segno meno invece per il greggio, che nel corso dell’ottava ha perso quasi 3 punti percentuali toccando un minimo a 102 dollari il barile. Ieri le quotazioni hanno registrato un tonfo, il peggiore dallo scorso dicembre, in scia dei nuovi timori sulla crisi del debito in Europa e delle voci sul rilascio di riserve strategiche da parte di Francia, Gran Bretagna e Usa. Al Nimex il derivato con consegna a maggio scambia a 103,9 dollari al barile “dopo aver trovato supporto ieri -commenta l’analista di IG Markets- a 102,13 dollari”. “Il supporto resta sui minimi di ieri, mentre il successivo livello si colloca a 101,60 dollari, dove si chiuderebbe il gap aperto lo scorso 19 gennaio”.