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V. Longo: il prezzo dell’oro potrebbe scendere sotto quota 1.600

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Settimana con il segno meno per le quotazioni dell’oro. Dopo le vendite innescate dalla Federal Reserve, che nell’evidenziare i miglioramenti registrati negli ultimi mesi dalla prima economia ha di fatto ridotto le possibilità di un nuovo piano di espansione monetaria (QE3), oggi un ulteriore spinta ribassista è arrivata dall’India. L’esecutivo del primo acquirente di oro a livello mondiale ha annunciato di aver raddoppiato la tassa sulle importazioni di oro. Il Ministro Pranab Mukherjee ha reso noto che la tassa sull´import di lingotti e monete d´oro passerà dal 2 al 4 per cento a partire dal primo aprile.

Dopo aver toccato mercoledì scorso il livello minimo dal 16 gennaio a 1.642 dollari l’oncia, il metallo giallo in questo momento si attesta a 1.657 dollari ed il saldo delle ultime 5 sedute evidenzia un rosso del 3,2%. “Siamo agli stessi livelli di fine gennaio -ha commentato Vincenzo Longo nel Commodities Focus di IG Markets – quando le quotazioni erano salite sulle voci di un QE3. Il prezzo potrebbe scendere ulteriormente e una prima area di supporto passa per 1.600 dollari e poi per 1.550”.

Settimana di consolidamento invece per il Wti, che si attesta in area 107 dollari il barile. “L’oro nero nel corso della settimana ha oscillato in un ampio range compreso tra i 105,3 e i 107,4 dollari/barile, per poi cedere sotto 104 giovedì pomeriggio”, ha detto Longo. Ieri il calo dei prezzi è stato causato dalle indiscrezioni relative le presunte trattative tra Stati Uniti e Gran Bretagna per l´immissione sul mercato delle scorte strategiche.

Mercoledì invece il Dipartimento dell’Energia nel consueto aggiornamento sull’andamento delle scorte ha rilevato una crescita di 1,8 milioni di barili a 347,5 milioni, il livello maggiore degli ultimi 6 mesi. In ascesa anche il dato relativo le giacenze a Cushing, salite a livelli che non si vedevano da nove mesi.