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V. Longo: l’oro nei pressi della resistenza posta a 1.665 dollari

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Settimana di consolidamento per l’oro che chiude l’ottava in quota 1.660 dollari l’oncia. Le indicazioni negative arrivate dai dati macro nel corso della settimana hanno spinto al ribasso le Piazze finanziarie e penalizzato i prezzi del metallo giallo, scesi ai minimi da più di due mesi sotto i 1.630 dollari l’oncia.

Riflettori puntati anche sul possibile calo della domanda derivante dallo sciopero indetto dai gioiellieri indiani che protestano contro le recenti misure governative. L’esecutivo di New Delhi nelle ultime settimane ha decretato il secondo incremento da inizio anno della tassa sulle importazioni ed introdotto una nuova imposta dell´1% sui gioielli non brandizzati. “Verosimilmente -ha commentato Vincenzo Longo nel Commodities Focus di IG Markets- il livello al ribasso successivo si colloca a 1.600 dollari/oncia, mentre la resistenza resta a 1.665 e poi a 1.685 dollari”.

Sostanzialmente stabile anche il greggio statunitense, il Wti, che in questo momento quota di poco sotto i 107 dollari. Sul petrolio “pesano -rileva l’analista di IG Markets- i timori che ruotano attorno alla Spagna e le incertezze sulla ripresa economica”. Indicazioni ribassiste arrivano anche dalle voci relative il rilascio delle scorte strategiche.

Dopo le indiscrezioni circolate la scorsa settimana su un presunto rilascio congiunto da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna, mercoledì il Ministro dell´Energia francese, Eric Besson, ha dichiarato che il Paese transalpino “sta studiando tutte le possibili opzioni, compreso il rilascio delle scorte, per combattere l´incremento dei prezzi del greggio”.

“Tendiamo a confermare -ha detto Longo- come livello di supporto proprio i 104,50 dollari, dove passa anche la media mobile a 50 giorni. Una tenuta di questo livello potrebbe fornire spazio per un rimbalzo sino a 110 dollari, mentre nel caso venga violato al ribasso, si aprirebbe lo spazio per la chiusura del gap aperto dallo scorso 19 gennaio a 101,60 dollari/barile”.