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Utility: azioni del nucleare precipitano su rischio Giappone, si scaldano le rinnovabili

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Ancora una giornata nera per le utility europee, con le società nucleari affossate dopo l’allarme scattato in Giappone. Il primo ministro del Paese, Naoto Kan, ha fatto sapere che “una sostanziale quantità di radiazione si sta disperdendo nell’area”. La paura ha messo un freno ai programmi di sviluppo nucleare in Europa. Ieri la Germania ha sospeso per tre mesi il previsto prolungamento della vita dei 17 impianti nucleari, la Svizzera ha interrotto le autorizzazioni per la costruzione di nuove centrali, mentre l’Austria ha chiesto gli stress test per le centrali nucleari presenti nel Vecchio continente. Oggi i 27 ministri europei dell’Energia si riuniranno a Bruxelles per discutere della vicenda. “Data la forte pressione politica in Germania – sostengono da Ubs – la cancellazione definitiva del programma non è da escludere”. E sempre il broker svizzero oggi ha rivisto al rialzo la raccomandazione sulle tedesche Rwe (a neutral dal precedente sell e target price a 46 euro) ed E.On (a buy con il target price in salita a 23,5 euro). Secondo gli analisti, Rwe potrebbe beneficiare soprattutto degli alti prezzi del gas, mentre E.On è diventata conveniente dopo le deboli performance registrate di recente. Dello stesso parere anche Credit Suisse che vede nelle due utility tedesche una buona occasione di acquisto.
A Francoforte E.On cede il 4,55%, Rwe perde oltre il 3%. Depresse anche le francesi Edf (-3,50%) e Areva, che precipita di 8 punti percentuali. Intanto a Londra, le società di esplorazione di uranio come Berkeley Resources, Forte Energy e Uru metals vengono colpite dalle vendite. Lo STOXX Europe 600 Utilities cede oltre 3 punti percentuali. Volano invece i titoli legati alle rinnovabili, come la tedesca Renewable Energy (+4%). Il mercato sembra ormai scommettere che la crisi nucleare favorirà soprattutto i produttori di energia green.