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Utili in frenata per la Corporate America, conferme da Alcoa

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La stagione delle trimestrali Usa non si è aperta sotto i migliori auspici. Ieri sera a mercati chiusi il colosso dell’alluminio Alcoa, che tradizionalmente inaugura la earning season, ha comunicato di aver assistito nel corso dei primi tre mesi del 2008 a un dimezzamento dei suoi utili. I problemi di Alcoa potrebbero però segnalare una tendenza che stando alle stime degli analisti dovrebbe presentarsi in maniera generalizzata, quella di un’erosione dei profitti figlia di una contrazione dei consumi, dei maggiori costi energetici e del dollaro debole. Più sinteticamente della fase di debolezza dell’intera economia americana.

 

Anzi, i risultati di Alcoa rischiano di creare dubbi circa una eccessiva generosità delle stime finora proposte dal mercato. A oggi per tutti i membri dell’S&P500 gli analisti si attendono in media una flessione degli utili superiore al 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una caduta guidata ancora una volta dai finanziari, i cui profitti dovrebbero scendere di oltre il 50%, mentre i migliori risultati sono attesi dagli energetici e dai minerari. La riduzione media degli utili sarebbe inferiore agli oltre 25 punti percentuali registrati nel quarto trimestre del 2007, che si era rivelato il peggior trimestre dal 1991. Oltre ad Alcoa, ma alcune settimane fa, hanno già riportato i conti trimestrali Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley, tutte con riduzioni degli utili a doppia cifra. Al netto dei titoli finanziari tuttavia, Wall Street dovrebbe mostrare un tasso di crescita degli utili superiore all’8%.

 

Nel dettaglio la trimestrale di Alcoa ha mostrato un utile di 303 milioni di dollari, pari a 37 centesimi per azione, contro i 75 centesimi riportati nello stesso periodo dello scorso anno e i 48 centesimi attesi in media dagli analisti. In flessione anche i ricavi di periodo, scesi da 7,9 a 7,4 miliardi. I risultati hanno risentito dei crescenti costi dell’energia e della debolezza del dollaro, ma anche della minore domanda dall’industria automobilistica e delle costruzioni.