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L’utile Jp Morgan balza del 47%, a Piazza Affari sbanda il Banco Popolare

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La stagione delle trimestrali Usa inizia ad entrare nel vivo. Oggi Jp Morgan è stata la prima dei colossi bancari statunitensi a diffondere i risultati relativi al quarto trimestre 2010. Ed è subito boom. L’utile ha registrato una crescita del 47% a 4,8 miliardi di dollari (1,12 dollari per azione) rispetto ai 3,3 miliardi (74 centesimi) dello stesso periodo dello scorso anno. In calo, però, i profitti della divisione investment banking, che hanno mostrato una flessione del 21% a 1,5 miliardi di dollari. Andamento decisamente positivo per i ricavi, saliti del 13% a 26,1 miliardi dai 23,2 miliardi di un anno fa.
 
Battute le attese degli analisti che avevano pronosticato un eps di 1 dollaro su ricavi per 24,2 miliardi di dollari. Il Ceo di Jp Morgan, Jamie Dimon, ha voluto sottolineare il miglioramento nel business delle carte di credito e l’attenuarsi dei ritardi nei pagamenti legati al business dei mutui. “Ci sono segnali di stabilità e di un ritorno alla crescita nei mercati globali dei capitali e nell’economia americana”, ha dichiarato ottimista Dimon. Gli accantonamenti per perdite su crediti nel quarto trimestre sono diminuiti a 3 miliardi di dollari dai 3,2 miliardi del terzo trimestre e dai 7,3 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il Tier 1 common capital ratio della banca ha mostrato un miglioramento al 9,8% dal 9,5% del 30 settembre 2010.


A Piazza Affari il comparto bancario prosegue il trend positivo innestato due sedute fa: Ubi Banca guadagna l’1,95% a 7,05 euro, Intesa SanPaolo l’1,14% a 2,21 euro, Popolare di Milano lo 0,62% a 2,847 euro, Unicredit lo 0,06% a 1,70 euro. Finisce invece nelle retrovie del Ftse Mib il Banco Popolare che lascia sul parterre il 4,78% a 3,287 euro. Il mercato non sta molto apprezzando il forte sconto a cui sarà proposto l’aumento di capitale da 2 miliardi di euro (1,77 euro il prezzo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione). Il periodo di sottoscrizione partirà lunedì 17 gennaio per concludersi venerdì 11 febbraio.

Il prezzo, in sostanza, comporta uno sconto del 29% rispetto a un Terp, pari a 2,492 euro, calcolato sulla base dei prezzi di chiusura di mercoledì sera (3,503 euro). Ieri, gli esperti di Banca Akros avevano commentato che “lo sconto è in linea con gli altri aumenti di capitale recentemente lanciati dalle altre banche europee”. Akros ha mantenuto quindi la raccomandazione hold sul titolo dell’istituto scaligero, mentre Intermonte ha confermato la sua view positiva sull’azione con un prezzo obiettivo a 4,85 euro.