USA: la volatilità in aumento riflette i timori degli investitori

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 19/06/2013 - 14:40

Di seguito pubblichiamo il commento settimanale sui mercati di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock. In attesa delle indicazioni che giungeranno dalla due giorni del Fomc iniziata ieri, secondo l'esperto l'aumento della volatilità registrato di recente è da attribuirsi ai forti deflussi che hanno caratterizzato azioni ed obbligazioni. La preferenza attuale sembra dunque andare verso la liquidità, posizione ritenuta difensiva dagli investitori in vista di un eventuale cambiamento della politica monetaria statunitense.




Il generale senso d'incertezza degli investitori (in particolare sulla futura direzione della politica monetaria della Fed) è continuato la settimana scorsa. I titoli sono scesi per la terza volta nelle ultime quattro settimane. In settimana, l'indice Dow Jones Industrial Average ha perso l'1,2% toccando 15.070 punti, l'indice S&P 500 è calato dell'1,0% a quota 1.626 e il Nasdaq Composite ha perso l'1,3% a 3.423 punti. Nei mercati del reddito fisso i rendimenti sono rimasti volatili, segnando una lieve discesa (i movimenti dei prezzi sono contrari alla direzione dei rendimenti). In settimana il rendimento del Treasury a dieci anni è calato dal 2,17% al 2,13%.




Con l'aumento della volatilità dei mercati si sono verificati forti deflussi dalle azioni e dalle obbligazioni, dato che gli investitori hanno iniziato a disfarsi degli asset privilegiando la liquidità. I deflussi sono stati particolarmente sostenuti per i fondi obbligazionari mentre i flussi in uscita dai mercati azionari hanno interessato perlopiù i mercati asiatici ed emergenti.




Una delle cause principali dell'aumento dei livelli di volatilità e delle vendite si deve al fatto che gli investitori stanno cercando di assumere posizioni difensive in vista del futuro cambiamento della politica monetaria statunitense. E questo è uno dei motivi per cui i capitali stanno uscendo dai mercati emergenti: si pensa che i mercati emergenti potrebbero essere influenzati negativamente da una stretta della politica monetaria, dato che una diminuzione della liquidità negli Stati Uniti potrebbe comportare una domanda più contenuta.




Le recenti reazioni ci appaiono però immotivate. La Fed inizierà a ridurre la policy attuale verso fine anno o all'inizio del prossimo, ma gli interventi saranno graduali (e comunicati in anticipo), dato che molti segmenti dell'economia americana rimangono piuttosto deboli. Questo è emerso anche dai dati economici della scorsa settimana. Se i dati delle vendite retail di maggio sono stati migliori rispetto alle attese, il settore manifatturiero rimane però ancora debole. Il rapporto della produzione industriale di maggio ha confermato che i livelli manifatturieri continuano a rallentare. La produzione industriale è cresciuta solo dello 0,1% a maggio, un valore ben al di sotto delle attese.




Quando la Fed inizierà ad assumere una posizione meno accomodante in termini di politica monetaria, l'effetto sarà comunque più contenuto rispetto a quanto prospettato dagli investitori. La Fed acquisterà meno Treasury, quando questo succederà, ma con il bilancio americano in miglioramento (almeno temporaneamente) l'offerta disponibile di Treasury sarà più bassa. Le altre banche centrali a livello globale rimangono forti acquirenti di Treasury, contribuendo a mantenere la domanda sostenuta.




In Europa stanno emergendo i segnali di miglioramento, anche se permangono le difficoltà. La disoccupazione rimane su livelli massimi storici e i rendimenti dei bond in Italia e Spagna stanno salendo. L'Europa ha certamente un vantaggio: le aspettative sono basse. In questo contesto, persino i segnali moderati di notizie buone impattano positivamente sulla regione.




BlackRock rimane prudente sulle azioni europee ma la visione ora è più ottimista, anche per quanto riguarda alcuni paesi della periferia come la Spagna. Il paese sta ancora affrontando qualche problema e l'economia spagnola faticherà nei prossimi mesi ma grazie al miglioramento del settore immobiliare e bancario i profitti societari spagnoli potrebbero iniziare a risollevarsi. L'outlook dunque per la Spagna è positivo.
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