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Usa, i titoli delle Sgr battono le performance dei fondi comuni (Fondionline.it) -2

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La buona marcia dell’economia mondiale (in special modo nei paesi emergenti, in cui l’investimento negli strumenti del risparmio gestito è scarsamente diffuso) apre la possibilità di ampliare il business a nuovi mercati. La globalizzazione e la forza dei movimenti corporativi all’interno del settore (i gruppi bancari e le grandi società di gestione continuano a mostrare un forte interesse per le operazioni di acquisizione) sono stati importanti catalizzatori a favore delle quotazioni dei titoli.
In questo contesto, la domanda che possono porsi gli investitori è se risulti più adeguato continuare a pagare commissioni alle Sgr per conseguire risultati peggiori con i fondi, o al contrario risulti più conveniente investire direttamente in titoli di queste società e raccogliere i benefici offerti dal rialzo delle quotazioni. La risposta -come spesso accade- è forse che entrambe le visioni presentano vantaggi e svantaggi (visto che l’investimento diretto in titoli richiede competenze elevate).
Se l’investitore crede che il business del risparmio gestito continuerà a crescere nei prossimi anni (o che il ballo di fusioni ed acquisizioni sia ancora lontano dalla sua conclusione), potrebbe acquistare i titoli di un gruppo. Ma qui sta il problema; come si fa ad individuare il titolo che sarà in grado di offrire le maggiori soddisfazioni? Anche in questo caso i vantaggi offerti dagli strumenti del risparmio gestito vengono a galla.
I fondi offrono diversificazione, sicurezza e professionalità. Se una Sgr dichiara default (caso che a priori sembra alquanto improbabile in virtù delle limitazioni che le autorità impongono alle Sgr), il valore dei suoi titoli subirà un crollo, mentre quello delle quote dei suoi fondi non verrebbe intaccato dalla debacle. L’operazione più logica è un trasferimento dei fondi ad altra Sgr o, in casi estremi, la liquidazione dei prodotti in tempi brevi. A cura di www.fondionline.it