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Usa: lo “shutdown” non basta, l’incubo si chiama “default”. Per il Tesoro potrebbe innescare una catastrofe

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Un default della prima economia potrebbe avere conseguenze mai viste e potenzialmente catastrofiche. È quanto si legge in un report preparato dal Dipartimento del tesoro statunitense sulle conseguenze macroeconomiche del mancato innalzamento del tetto del debito. In pieno “shutdown”, lo stop innescato a tutti i servizi “non essenziali” dalla mancata approvazione del bilancio, lo spauracchio è rappresentato dall’innalzamento del tetto del debito.

Secondo il Tesoro, il fallimento della prima economia porterebbe “al congelamento del credito, al crollo del valore del dollaro e al balzo dei tassi a stelle e strisce”. Una serie di eventi negativi, spiega il Tesoro, “che potrebbero tradursi in una crisi finanziaria e in una recessione simile a quella già vista nel 2008, ma potrebbe anche andare peggio”.

La politica del rischio calcolato che prevede un innalzamento del tetto all’ultimo secondo utile “è esattamente quello di cui non abbiamo bisogno”, ha detto il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew.

“Come già successo due anni fa, una fase di prolungata incertezza in cui non si sa se il nostro Paese sarà in grado di ripagare interamente e in tempo i propri debiti danneggia l’economia”, ha detto Lew. “Il nostro Paese ha lavorato sodo per recuperare posizioni rispetto al 2008 e il Congresso deve agire immediatamente per alzare il tetto del debito prima che la ripresa sia messa in pericolo”.

Lew nei giorni scorsi aveva annunciato di aver già iniziato ad adottare le misure straordinarie previste in casi come questo visto che dopo il 17 ottobre in cassa resteranno solo 30 miliardi di dollari. 

Il pericolo è globale
Rischiamo il primo default della nostra storia, ha detto senza mezzi termini il presidente Usa Barack Obama, “e questo sarebbe drammatico”. “I repubblicani devono smetterla di sbalzarci da una crisi a un’altra, sono stufo”, ha scritto il presidente sul suo profilo twitter. Quella repubblicana per l’Obamacare, la riforma sanitaria tanto cara al presidente, “è un’ossessione”, “è l’unica cosa che realmente interessa loro”. Nell’eventualità di fallimento della prima economia, “tutto il mondo ne subirà le conseguenze”.

In linea le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde che nel corso di un intervento alla George Washington University ha rimarcato che “lo shutdown è già abbastanza grave, ma il fallimento delle trattative per aumentare il tetto del debito sarebbe di gran lunga peggiore, e potrebbe danneggiare seriamente non solo gli Stati Uniti, ma l’intera economia mondiale”. Stiamo parlando di “una questione cruciale che deve essere risolta il prima possibile”.