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Usa: segnali contrastanti da dati mercato lavoro. Come verranno letti dalla Fed in vista della riunione di settembre?

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Dal mercato del lavoro americano arrivano segnali contrastanti. Nel mese di agosto il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (le cosiddette Nonfarm payrolls) hanno mostrato un progresso inferiore alle 200 mila unità. Alla vigilia della festività del Labor Day, che verrà celebrata lunedì prossimo, il dipartimento del lavoro americano ha comunicato i dati sull’occupazione americana: ad agosto la variazione delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi è risultata positiva per 173 mila unità rispetto alle 245 mila unità di luglio (dato rivisto da +215 mila), mancando le previsioni degli analisti che si attendevano un dato pari a 220 mila unità. Questo progresso, sebbene inferiore alle attese, segue le buone revisioni di luglio e giugno.  
Il tasso di disoccupazione statunitense di agosto è, invece, scivolato al 5,1% contro il 5,3% di luglio, portandosi ai minimi da aprile 2008. Gli analisti si attendevano un tasso di disoccupazione al 5,2 per cento. 
Fed: come agirà?
E ora l’interrogativo che i mercati si pongono è uno: come si comporterà la Federal Reserve (Fed) nella riunione di metà settembre? Entrerà in azione sul fronte dei tassi o rimanderà ancora la sua decisione? La situazione rimane ancora incerta, con gli esperti che divisi sulle possibili mosse della Fed. Secondo alcuni se i dati odierni, in particolare le nonfarm payrolls, avessero deluso le attese e fossero risultate inferiori alla soglia delle 200 mila unità, avrebbero spinto la Fed a posticipare ulteriormente il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti. Di questa opinione Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, che ieri ha dichiarato che di fronte a un dato inferiore alle 200 mila unità ritiene molto difficile un’azione della Fed, anche alla luce dell’elevata volatilità dei mercati finanziari.
Diversa l’opinione degli esperti di Mps Capital Services. “I dati sul mercato del lavoro di agosto hanno evidenziato segnali contrastanti ma mediamente positivi nel loro complesso – osservano – La creazione di nuovi posti di lavoro è stata inferiore alle attese ma, considerando le revisioni migliorative di luglio e giugno, la media mensile è rimasta sostanzialmente invariata a 212.000 unità”. 
Non solo, occorre considerare altri fattori a sostegno di una lettura più positiva del dato: innanzi tutto il lieve recupero della crescita annuale dei salari medi orari; il riposizionamento del tasso di disoccupazione al 5,1%, minimo da aprile 2008; e infine, il dipartimento del lavoro ha ricordato che i dati di agosto tendono a essere rivisti al rialzo in sede di seconda lettura.
Questi dati, rimarcano da Mps Capital Services, mantengono aperta la possibilità di un primo rialzo del tasso di riferimento da parte della Fed il prossimo 17 settembre. I membri votanti saranno chiamati pertanto a decidere tra indicazioni macro mediamente non ostative al rialzo e la valutazione dell’impatto delle recenti turbolenze sui mercati finanziari, oltre all’andamento dei prossimi giorni.