Usa: ritmo posti di lavoro persi torna a crescere, disoccupazione ai massimi dal 1983

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 02/10/2009 - 15:15
Sorprese negative dal mercato del lavoro statunitense. A settembre si è interrotto il progressivo assottigliamento del numero dei posti di lavoro bruciati evidenziato negli ultimi mesi. I posti di lavoro persi lo scorso mese sono stati 263 mila rispetto ai 175 mila attesi in media dagli analisti. Ad agosto erano stati 201 mila i posti persi (dato rivisto dai 216 mila precedentemente comunicati). I non farm payrolls misurano i nuovi posti di lavoro creati/persi mensilmente a livello nazionale dai lavoratori in aziende non agricoli. Il Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro statunitense ha reso noto che il tasso di disoccupazione a settembre si è attestato al 9,8% dal 9,7% del mese precedente. Si tratta dei nuovi massimi degli ultimi 26 anni.
Secondo il consensus degli analisti entro il 2010 la disoccupazione oltreoceano dovrebbe salire al 10 per cento. Gli analisti di Ing ritengono che le prospettive siano di disoccupazione in crescita almeno fino alla metà del prossimo anno. Ieri il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, aveva rimarcato come la crescita del pil statunitense  potrebbe rivelarsi modesta proprio a causa delle difficili condizioni del mercato del lavoro che potrebbero frenare i consumi.

Molto negativa la reazione sui mercati azionari con gli indici europei che hanno raddoppiato le perdite dopo l'uscita dei dati Usa. A Milano l'indice Ftse Mib alle 15.15 cede il 2,08% a quota 22.594 punti. Già alla vigilia gli indici azionari avevano ceduto il passo (-1,79% per il Ftse Mib e -2,59% per l'S&P 500) pagando le deboli indicazioni arrivate dall'indice Ism manifatturiero è sceso a 52,6 punti, un livello che segnala ancora espansione dell'attività ma che è inferiore rispetto ai 54 punti stimati dal consensus.
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