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Usa: raggiunto accordo al Senato, scongiurato (per ora) il “default”

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Affare fatto al Senato a stelle e strisce. Lo hanno annunciato i leader della camera alta, il democratico Harry Reid e il repubblicano Mitch McConnell. Come da copione, l’accordo per l’innalzamento del tetto del debito statunitense (e per mettere la parola fine allo “shutdown”) è stato raggiunto in extremis. “Abbiamo raggiunto il compromesso per alzare il tetto del debito e riaprire il governo”, ha detto Reid.

L’intesa è temporanea poiché prevede la riapertura delle attività governative solo fino al 15 gennaio mentre l’innalzamento del tetto del debito scadrà il 7 febbraio. L’accordo prevede il finanziamento delle attività federali “non essenziali” a livelli da “sequester”, una priorità, ha fatto sapere McConnell, per il Grand old party.

Nel frattempo si negozierà sui tagli alla spesa, per i quali è stata creata una commissione “ad hoc” che nelle intenzioni repubblicane dovrebbe focalizzarsi su alcuni capitoli della riforma sanitaria voluta dal presidente statunitense, l’Obamacare. In particolare il Gop punterebbe a rivedere le procedure di calcolo dei redditi minimi per ricevere gratuitamente l’assistenza dello stato.

Ora è il tempo delle votazioni nelle due camere. Il senatore texano Ted Cruz, decisamente vicino ai tea-party, ha fatto sapere di non voler bloccare il provvedimento che in giornata dovrebbe passare anche l’esame della Camera.

Nonostante l’ottimismo degli operatori, l’ipotesi di un default della prima economia, un’eventualità mai successa e dalle conseguenze inimmaginabili, spaventava non poco i mercati. Secondo i calcoli snocciolati dal segretario al Tesoro Jack Lew, domani mattina, raggiunto il limite massimo di indebitamento (16.700 miliardi di dollari), gli Stati Uniti si sarebbero trovati con soli 30 miliardi di dollari a disposizione, una cifra necessaria a coprire le spese di pochi giorni.

Reazioni dei mercati
La notizia dell’accordo sta spingendo le borse statunitensi, S&P e Nasdaq segnano rispettivamente un rialzo dell’1,3 e dell’1,1 per cento, le materie prime (+0,4% per l’oro, +1,15% per il greggio) e il biglietto verde. Sale anche il rendimento dei treasury decennali (+1,23%) visto che, passata l’emergenza, si è anche allentata la pressione sui bond a stelle e strisce.

Agenzie di rating in allerta
Ieri sera l’agenzia di rating Fitch ha messo sotto osservazione il rating degli Stati Uniti, attualmente fermo alla tripla A, sottolineando che “le autorità americane non hanno alzato il tetto del debito in tempo”. Già nel 2011, una simile impasse tra la Casa Bianca e il presidente della Camera, John Boehner, aveva fatto perdere agli Usa il giudizio AAA da parte dell’agenzia Standard & Poor’s.