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Usa: prosegue dibattito sul debito dopo la cura Obama, l’appuntamento è il 16 maggio

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Tagli per 4 mila miliardi di dollari per ridurre l’ingente debito pubblico. Questa la misura annunciata ieri dal presidente Barack Obama, mentre il Beige Book rilevava una crescita ancora “moderata” ma più solida nei vari distretti del Paese. Ora l’appuntamento cruciale è a fine aprile, con la riunione della Federal Reserve, mentre a metà maggio c’è la scadenza per innalzare il tetto per l’indebitamento. E il dibattito nelle prossime settimane è assicurato.


In un intervento durato 43 minuti alla George Washington University Obama ha proposto di ridurre 4mila miliardi di dollari del disavanzo pubblico in 12 anni. Un taglio che verrà attuato a tappe intermedie con l’obiettivo di abbassare il rapporto deficit/Pil del 2,5% entro il 2015 e del 2% entro il 2020. Un target ambizioso, visto che il rapporto si aggira intorno al 10% e, secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, raggiungerà quest’anno il 10,8%.

Secondo il piano proposto dalla Casa Bianca, la revisione dei due programmi di sanità pubblica, il Medicare (per gli anziani) e il Medicaid (per i meno abbienti) genererà risparmi per 480 miliardi di dollari, 400 miliardi arriveranno invece dalla riduzione del bilancio del Pentagono e altri 360 dal taglio delle spese assistenziali. Ben 770 miliardi verranno raccolti dalle spese discrezionali al di fuori della Difesa. Decisa anche l’abolizione degli sgravi fiscali varati da Bush nel 2001 e 2003, aumentando le tassi ai ricchi. Sarebbero invece salvi gli investimenti in scienza, ricerca, educazione ed energia.


La cura di Obama avrebbe però già sollevato le critiche di alcuni schieramenti politici per aver aperto a tagli sulle spese assistenziali. E il dibattito è destinato a durare e a scaldarsi anche in vista del prossimo appuntamento. A metà maggio infatti dovrà essere deciso l’innalzamento del tetto per l’indebitamento, per scongiurare il rischio di insolvenza. Il debito pubblico americano ha raggiunto i 14.216 mila miliardi di dollari, attestandosi solo 78 miliardi sotto al tetto fissato a 14.294 mila miliardi di dollari. La discussione verrà ripresa anche durante il G20, in agenda questo fine settimana a Washington.


“Usa e Giappone siedono al tavolo del G20 con il livello del debito governativo più alto tra le economie avanzate e sembra dunque improbabile che soprattutto gli Usa si vincoleranno al target di Maastricht”, commentano a Ing. E per quanto riguarda al piano di riduzione del deficit presentato ieri sera, gli analisti rimangono incerti: “Bisognerà vedere se il Congresso sia realmente pronto ad abbracciare le riforme fiscali prima della elezioni presidenziali, a novembre 2012”. Una possibilità, che secondo gli esperti di Ing, è reale “come i cinesi permettano una rivalutazione del renminbi nel 2012”.


Intanto, ieri sera è stato diffuso il Beige Book. Il rapporto mensile della Federal Reserve ha mostrato che l’economia americana continua a migliorare in tutti i distretti del Paese anche a marzo. La ripresa rimane “moderata” ma diventa “più solida”. In particolare, è il settore manifatturiero a mostrare i risultati migliori. Inflazione e lavoro rimangono invece i punti dolenti. “La crescita degli stipendi continua a rimanere debole, contro un miglioramento dal lato dell’occupazione – hanno commentato oggi gli analisti di Ing – mentre il rialzo dei prezzi delle materie prime stanno mettendo sotto pressione l’ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed, nella prossima riunione del 27 aprile”.